Scivolando sui pendii
Barbara Golini
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sta: come ingenuo biancastro cappellaio
la cima imperterrita di questo monte
c'è chi lo chiama madre
chi dimentica dell'odore d'origano
m'abbarbico sempre più in alto
sul più bello m'appare l'azzurro
sto: braccia tese sullo zenit e il nadir
morbido questo umidiccio atmosferico
accarezza il volto con penetrante attenzione
l'aria tagliente e sottile di queste altezze
respiro: sento ogni meandro dei miei polmoni
abbraccio libertà scivolando su questi splendidi pendii
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (2)
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Francesco Rossi30 settembre 2013
L'altezza che fa alla pari con la purezza incontaminata viene mirabilmente verseggiata in impressioni che restano fissate nella mente per la grande apertura di significato che trasmettono al lettore.
Paola Galli1 ottobre 2013
è come volare! più in alto si sale e più ci si avvicina all'eterno! stare in cima per osservare dall'alto, per raggiungere l'azzurro e confondersi con l'immenso!! è un respiro dell'anima che penetra anche il lettore!


