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Natura 1 ottobre 2013 · lettura 2 min · 1947 letture

Una giornata in mezzo alla natura

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Le spighe di grano sbattute dal vento ondeggiano al sole che splende radioso, intorno c’è pace, non s’ode un lamento, è l’alba, il mattino si annuncia festoso. Il canto del gallo si ode lontano, il cielo sorride alla valle incantata, c’è un fresco ruscello che scorre pian piano in questa atmosfera che sembra fatata. Tra poco la quiete verrà sopraffatta da mille rumori del giorno che avanza, il transito intenso, incurante, maltratta la dolce armonia, con suoni ad oltranza. E’ l’uomo che torna di nuovo al lavoro e senza nessuna minuta accortezza travolge la quiete con grande disdoro, la sua è, da sempre, animosa rudezza! La macchina corre, sicura, veloce, il camion tralascia ondate di fumo, il tutto pei campi è un danno che nuoce e annienta quel clima di grato profumo! La notte è passata, riprende la vita, la falce recide le spighe dorate, in lungo ed in largo la valle fiorita ne viene mondata, ne cadono a ondate! La mano dell’uomo lavora la terra sfruttando i prodotti di madre- natura (però quella mano, prestata alla guerra, distrugge ogni cosa e produce paura!) Il campo di grano è stato spogliato, le schiene son curve, si forman le balle, e, quando, alla sera, il lavoro è ultimato, ritorna la quiete per tutta la valle. Ripartono i mezzi, il sole tramonta, il buio pian piano, già fa capolino, la pace ritorna, la notte è già pronta a offrire il riposo più dolce e divino. Un giorno trascorso in piena campagna, lontan dalla vita dei popoli urbani, godendo la pace ... il cuor ci guadagna! ...E, allora, ho deciso, ... ci torno domani! .
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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (7)

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Fiammetta Campione1 ottobre 2013

Lirica in metrica e rime alternate come se ne vedono poche ormai... belle riflessioni, soprattutto quelle mani d'uomo che, destinate al lavoro che dà sostentamento, sono purtroppo anche capaci di distruggere...

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Mariasilvia1 ottobre 2013

La fortuna di chi sa apprezzare la campagna. La natura incanta se l'occhio va oltre a ..."perdita d'occhio". Un cielo chiaro intessuto di blu, campi di grano dorati nella carezza del vento, tutto tra le mani e nella quiete del cuore. Un bel posto dentro istanti infiniti... Silenzi che soffiano tra le spighe lontano da rumori cigolanti. Una quadro nella poesia. Super Apprezzata!!!

Un confronto tra la vita in città e quella in campagna e non è difficile immaginare quale ne esca sconfitta! Tra i versi risaltano nitide immagini che riportano la grande dignità del lavoro nei campi che sfama l'umanità e dove la fatica e il sudore sono ampiamente ricompensati dall'armonioso comporsi delle ore in sì tanta pace e bellezza. apprezzatissima, rinfranca l'anima!

Carla Colombo1 ottobre 2013

Di quanti, infiniti temi sai parlare, e che facilitá nella rima, ancora complimenti!

Alberto De Matteis1 ottobre 2013

Lirica molto apprezzata per il contenuto bucolico e per lo stile fluido e ben rimato. E proprio oggi, più che mai, c'è un ritorno alla campagna da parte delle giovani generazioni. Anch'io, con una mia recente poesia (Lavori in campagna) ho sentito una forte impellente necessità di ricordare il lavoro del contadino di tanti anni fa.

carla composto2 ottobre 2013

lirica molto bella in una atmosfera bucolica... insegna e porta a riflessione... il mio elogio

Luciano Tarabella9 ottobre 2013

Echi pascoliani che scorrono, sicuri di metrica e stile, in versi alessandrini! Ottima prova!!