Naturale esistenza
Ignazio PUNZI
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Lo scettro, oh frusta del frustrato io
devastante davanti al simile uomo
ruggente sulla veste, maestro con l’appena nato.
Implora il verdetto saccheggia le mani aperte,
non disseta, morde istigando la morte
incatenato dentro dall’orgoglio.
Gli ultimi, in alto liberi come stelle infinite
dal luccichio riflesso pur senza valore,
felici dell’esistenza delle vicine.
Figli dello stesso seme
nella culla per la stessa vita
mai più oppressi per l’impero di gabbia.
Felici nel momento ricorrente
che unge, dalle fraterne mani candide
l’olio emolliente della naturale esistenza.
Liberi, vissuti nel torbido ghiaccio
or sì dal caldo abbraccio senza il calore
che gli occhi vedono diverso nelle stelle.
©
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L'autore
Ignazio PUNZI
Nasco il 07 marzo del 1965, da Maria e Cosimo. Frequento la primina; negli anni settanta era una eccezione, soprattutto per quei bambini che non avevano frequentato l'asilo (si chiamava così). Prodigio per la logica e la matematica, dopo le scuole dell'obbligo accolgo i consigli dei genitori: prendere un Diploma che p
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