Pensiero deviante (ovvero come nasce il masochista)

"Ad un cuore spezzato nessun cuore si volga se non quello che ha l’arduo privilegio d’aver altrettanto sofferto" Emily Dickinson Se volete sapere qualcos'altro di me, chiedetelo al mio gatto:lui non mente.
Commenti (9)
Il masochismo, ovvero godere della violenza rivolta verso se stessi è una devianza, così come lo è il sadismo. Una riflessione profonda che induce a riflettere. Qualsiasi tipo di violenza va combattuta e se, la violenza fisica fa paura, ancora più terrificante è la violenza morale. Molte persone vengono tenute in stato di soggezione psicologica e, usando armi invisibili, viene tolta a loro qualsiasi forma di autostima inducendole ad agire contro la loro volontà. Questa è la forma di violenza peggiore...
riflessione che lascia presagire un divario interiore a chi si provoca del male con atti di futile parvenza. . versi molto apprezzati...
Una riflessione molto interessante su di un tema, forse, mai o raramente trattato. La violenza contro gli altri è orribile ma non è da meno la violenza contro se stessi che, secondo mio umile parere, nasconde una forma d'insoddisfazione e di ribellione alla vita. Versi belli e ben stilati.
Questa volta l'autrice ci ha presentato una lirica in quartine e con rime per rendere la lirica vieppiù armoniosa, ma è il testo e la particolarità del suo significato che coinvolge il lettore nella lettura per l'originalità del tema, una poesia ricca di spunti interiori e di riflessioni profonde sulla violenza che si inserisce nell'animo con intensità. Molto molto apprezzata.
la poetessa ha ragione quando parla dei ragazzi che per apparir belli si sottopongono a sofferenze inutili e spesso pericolose... lirica che porta a riflessione ben stilata e ben scritta... letta con molto interesse...
un gareggiare contro se stesso senza esclusione di colpi., quasi a voler lottare contro il nemico che risiede dentro. Nonostante la splendida musicalità dei versi e delle rime è una lirica che lascia ...la sensazione di un morso allo stomaco del lettore
Lirica, strutturata in quartine ben rimate, altamente riflessiva per il contenuto sulla violenza fisica e psicologica, partendo dalle cose che potrebbero sembrare insignificanti, ma che invece, come osserva la brava Poetessa nella nota, possono incidere negativamente. Mi piace riportare qui la frase di Ovidio che potrebbe essere di insegnamento: "Principiis obsta; sero medicina paratur Quum mala per longas convaluere moras" ...Cerca di riparare in principio; troppo tardi si arreca la medicina quando i lunghi indugi hanno dato vigore al male.
Profonda inquietudine che sembra porti a nefaste soluzioni... pensieri che minano il certo facendo trapelare un profondo malessere da curare. Ma cura non v'è finché piacere si prova nell'odiarsi e nel farsi odiare. Affronta la scrittrice un argomento delicato, ma lo fa con la sua consueta capacità di "entrare" senza calpestare... apprezzata!
Una profonda analisi psicologica che ci induce a pensare che possiamo essere noi stessi a procurarci il dolore per poi goderne l'effetto. Come a non voler dare soddisfazione a coloro che ci vogliono male perché il male ce lo procuriamo noi stesssi e quidi rendiamo inutile la loro malefica azione. L'Autrice dimostra a meraviglia di conoscere i meccanismi psicologici che scattano nella mente umana sempre più complessa, che agisce e reaggisce in un mondo indefinito e privo di punti di riferimento. Brava!!!








