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Riflessioni 2 ottobre 2013 · lettura 1 min · 1760 letture

Pensiero deviante (ovvero come nasce il masochista)

francesca maria soriani 259 poesie pubblicate
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E’ un abbaglio, mistico e deviante, quello che porta all’odio di se stesso e annidato un delirio puoi trovar complesso per rifuggire al male che ti assale devastante E’ un pensiero che ti frulla nella testa com’ombra buia che cerca una lettura ne cerchi il bandolo che pur ti fa paura ma nessun’altra soluzion ti resta ... E paranoica assai la logica t’appare eppur ne segui perversa la struttura un sillogismo intrinseco che non puoi negare, t’affascina fino a sembrare ragion pura E pensi ... per tutto il mal che mi circonda per questo frutto marcio e immotivato che dentro l’anima mi rende dilaniato non resta soluzion che non affonda nell’odio profondo di me stesso, per cui sommamente io sarò felice dell’odio altrui e di chi mi maledice provocandomi un sottil piacer perverso!
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personalmente ho il terrore anche del più piccolo atto di violenza inflitto agli altri o a se stessi, ma credo che dovremmo rivolgere molta attenzione ai richiami di attenzione che provengono dagli altri, come ad esempio i piercing sul corpo dei nostri ragazzi ...

L'autore
francesca maria soriani

"Ad un cuore spezzato nessun cuore si volga se non quello che ha l’arduo privilegio d’aver altrettanto sofferto" Emily Dickinson Se volete sapere qualcos'altro di me, chiedetelo al mio gatto:lui non mente.

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Commenti (9)

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Sara Acireale2 ottobre 2013

Il masochismo, ovvero godere della violenza rivolta verso se stessi è una devianza, così come lo è il sadismo. Una riflessione profonda che induce a riflettere. Qualsiasi tipo di violenza va combattuta e se, la violenza fisica fa paura, ancora più terrificante è la violenza morale. Molte persone vengono tenute in stato di soggezione psicologica e, usando armi invisibili, viene tolta a loro qualsiasi forma di autostima inducendole ad agire contro la loro volontà. Questa è la forma di violenza peggiore...

Rosita Bottigliero2 ottobre 2013

riflessione che lascia presagire un divario interiore a chi si provoca del male con atti di futile parvenza. . versi molto apprezzati...

Grazia La Gatta2 ottobre 2013

Una riflessione molto interessante su di un tema, forse, mai o raramente trattato. La violenza contro gli altri è orribile ma non è da meno la violenza contro se stessi che, secondo mio umile parere, nasconde una forma d'insoddisfazione e di ribellione alla vita. Versi belli e ben stilati.

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sergio garbellini2 ottobre 2013

Questa volta l'autrice ci ha presentato una lirica in quartine e con rime per rendere la lirica vieppiù armoniosa, ma è il testo e la particolarità del suo significato che coinvolge il lettore nella lettura per l'originalità del tema, una poesia ricca di spunti interiori e di riflessioni profonde sulla violenza che si inserisce nell'animo con intensità. Molto molto apprezzata.

carla composto2 ottobre 2013

la poetessa ha ragione quando parla dei ragazzi che per apparir belli si sottopongono a sofferenze inutili e spesso pericolose... lirica che porta a riflessione ben stilata e ben scritta... letta con molto interesse...

Poesiaerre2 ottobre 2013

un gareggiare contro se stesso senza esclusione di colpi., quasi a voler lottare contro il nemico che risiede dentro. Nonostante la splendida musicalità dei versi e delle rime è una lirica che lascia ...la sensazione di un morso allo stomaco del lettore

Alberto De Matteis2 ottobre 2013

Lirica, strutturata in quartine ben rimate, altamente riflessiva per il contenuto sulla violenza fisica e psicologica, partendo dalle cose che potrebbero sembrare insignificanti, ma che invece, come osserva la brava Poetessa nella nota, possono incidere negativamente. Mi piace riportare qui la frase di Ovidio che potrebbe essere di insegnamento: "Principiis obsta; sero medicina paratur Quum mala per longas convaluere moras" ...Cerca di riparare in principio; troppo tardi si arreca la medicina quando i lunghi indugi hanno dato vigore al male.

Riccardo Ruschetti3 ottobre 2013

Profonda inquietudine che sembra porti a nefaste soluzioni... pensieri che minano il certo facendo trapelare un profondo malessere da curare. Ma cura non v'è finché piacere si prova nell'odiarsi e nel farsi odiare. Affronta la scrittrice un argomento delicato, ma lo fa con la sua consueta capacità di "entrare" senza calpestare... apprezzata!

Francesco Scolaro5 ottobre 2013

Una profonda analisi psicologica che ci induce a pensare che possiamo essere noi stessi a procurarci il dolore per poi goderne l'effetto. Come a non voler dare soddisfazione a coloro che ci vogliono male perché il male ce lo procuriamo noi stesssi e quidi rendiamo inutile la loro malefica azione. L'Autrice dimostra a meraviglia di conoscere i meccanismi psicologici che scattano nella mente umana sempre più complessa, che agisce e reaggisce in un mondo indefinito e privo di punti di riferimento. Brava!!!