Ruderi e fantasmi
Andrea Mantello
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Risalgo a stento la collina, tra le pietre che vengon giù coi passi
incerti e scivolosi, aggrappandomi alle crepe su quei massi
Quello che si affaccia alla vista è uno spettacolo d'oltre vita
un eterno non luogo che si beffa di quella ripida salita...
Impreziosita dalla speranza e dai fili d'erba che han lo stesso colore
come le candide nuvole sovrastanti quell'abisso che non muore.
Così quei ruderi senza vita s'innalzano maestosi e stanchi
immensi pilastri come schegge innevate nei pietroni bianchi.
Così mi fermo e mi siedo con le gambe a ciondoli sul precipizio
e la mia vista si bea del paesaggio e di quell'imponente supplizio.
Ogni attimo è un battito, è un tonfo nel cuore spompato
un tremulo arbusto sullo sfondo di un tramonto incantato.
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Andrea Mantello
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