Di carne e carbone
sebina pintaldi
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Rimango immobile
nel cono d'ombra
che mi attraversa.
Mi scava dentro voragini
che odorano di tempesta.
Mi soffermo nell'arcano punto cruciale.
Qui io tesso l'oro filato
che si accavalla all'io ignoto.
Sono primitiva.
Feconda.
Mi lascio andare nella corrente di intimi amplessi.
Ti sfido a recuperarmi!
Tu provaci!
Ma ti potresti fare male!
Sono un crepuscolo di carne e carbone...
Un essudato di orgasmi
e assonanze andate a male.
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Commenti (1)
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Francesco Rossi7 ottobre 2013
Peccato che i momenti sublimi siano andati a male, di solito in questo caso c'è una compartecipazione di responsabilità. Comunque brava all'autrice che metaforicamente imprime, fissa impressioni che fanno riflettere il lettore.

