Dea dello jonio blu
antonino rappoccio
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Apparisti ...
mare limpido fluiva nei tuoi occhi.
Aria satura d’azzurro
sole cocente sabbia bruciata
eterea a piedi nudi incedevi leggiadra.
Divina creatura
volto di fanciulla coniata su moneta greca
a brani di memorie antiche a musiche gioiose
a canti di sirene portavi.
Libere da veli le forme incantevoli
sciolti al caldo alito dello scirocco i capelli
biondi come grano maturo.
Gambe tornite, affusolate e snelle
il sole poggiava i suoi baci
sul color d’ambra della tua pelle.
Bocca di vergine conchiglia
il riso palesava la tua grazia.
Castelli sulla serica sabbia disegnavi
elegante il movimento, timida la voce
acceso lo sguardo da un procace sorriso.
Come cullata in acque di malie
nascondevi con l’innocenza il tuo essere donna.
Morso dalla calura scioglievo al sole
l’illusione di un desiderio afoso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
antonino rappoccio
Nasco in punta allo stivale, la dove il mare Ionio separa l’Isola dal Continente. Anni ruggenti ,anni di piombo , studente universitario con lunghi capelli e borsa a tracolla , grido anch'io boia chi molla. Amore tormentato , famiglia allargata, lavoro usurante. Oggi in pensione, mi chiedo quante cose vorrei per l
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