Auschwitz per ricordare, anche domani
Una moltitudine di genti sulla spianata
l’universo di Fede è presente.
Un canto inchioda coscienza alle menti:
"Shemà Israel Adonai."
Un pantofolaio cristiano in poltrona
lontano
portato a levarsi e sostare in ascolto.
Piange?
come può? Non conosce l’ebreo.
Ognuno si alza, ognuno lo vive in
silenzio, nel pianto, in preghiera
nel canto di Ebrei sentito Cristiano
ad Auschwitz quel giorno, vissuto
in memoria di un mondo di assenti
a domandarci ancora senza pudore:
-Davvero guardavo senza vederti?-
A che serve lo strazio del perché dell'assurdo
Signore
quando il dono della tua Libertà
pestata a sangue sull'Altro
l'ignavia, dalla palude di viscere incanta?
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L'autore
giampietro corvi c
"Biografia di uno scrivente” Gli hanno detto che è nato al Gozzadini di Bologna il 4 luglio di qualche lustro fa, di sette mesi, per giunta scarsi. La prima scuola frequentata è stata l’Università del Morazzo (così chiamata con nostalgico bene, ancora dai superstiti): un ex magazzino agricolo nell’estrema periferia
Commenti (1)
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Claretta Frau28 gennaio 2015
In tanti ci chiediamo il perché di tante atrocità e non riusciamo a trovare una ragione. Perché ragione non c'è.
