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Morte 10 ottobre 2013 · lettura 1 min · 2116 letture

Io tra gli annegati

omissam 412 poesie pubblicate
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Vorrei toccarli quasi sfiorarli carezzare il loro capelli ma scivolano via meduse senza tempo li vedo annaspare rantolare aiuto invisibile girotondano nella schiuma dei loro umori nudi senza neanche la pelle e io sono li inerme appeso alla paura dei loro vorticinclementi senza il pudore giusto bevono ingurgitano tutta l'acqua del mondo nella inutile speranza di finirla di farne terraferma immobile come me che li guardo affondare senza peso corpi che piroettano farfalle morenti qualcuno mi indica mi chiama una mano nera come la notte della ragione s'avvicina cerco d'afferrarla ma di nulla è fatta... sconfitti dalle loro stesse speranze affondano come biglie atroci s'attorcigliano e io qui annusato dalla mia stessa vergogna anchilosato dallo spavento inchiodato dall'inerzia guardo piango spengo il televisore domani faccio finta di niente...
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L'autore
omissam

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro

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Commenti (9)

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Gentiana Marika10 ottobre 2013

Una tragedia descritta in versi che fanno mancare il respiro. Una poetica degna della penna che l'autore intinge nella sensibilità della sua anima. Commossa ti applaudo!

Rosita Bottigliero10 ottobre 2013

bellissimi versi che regalano tutto il dissapore che esiste nell'animo sensibile che vede una tragedia... sono versi meditativi ... spero, per chi non sa, non vede... amore. Compl. ti

carla composto10 ottobre 2013

tanta tenerezza in questa lirica... si evince una sensibilità unica da versi intrisi di rabbia composta e tanta tristezza...

Massimiliano Moresco11 ottobre 2013

Una lirica che sento particolarmente in quanto mette il dito nella piaga su un atteggiamento che persiste in tutti noi. Ossia, quello di rammaricarci, indignarsi con le istituzioni per poi, passato l'eco mediatico, dimenticarci della tragedia come fosse un coinvolgente film, in cui si prova una certa empatia con i personaggi coinvolti, ma tutto passa dopo aver "assaporato" quello "spettacolo". Insomma una poesia che rimarca un po la superficialità in cui tutti noi siamo coinvolti.

Patrizia Ensoli11 ottobre 2013

Versi che vanno ad affondare il senso in quell'impotenza che spesso ci assale, spietate vittime di noi stessi carnefici delle nostre stesse speranze... Versi che non lasciano scampo alla nostra inutile pietà!

Grazia La Gatta11 ottobre 2013

Versi belli, ben stilati su di una situazione che si protrae da dieci anni senza soluzione e, intanto, la gente continua a morire. il poeta nella esposizione in versi... mi ha emozionata.

Catia Dinoni11 ottobre 2013

Guardarsi dentro attraverso ciò che ci esplode attorno, inscatolato, confezionato ai nostri occhi nelle immagini che i media ci propongono, sentirsi avvolti nell'impotenza di afferrare quella richiesta d'aiuto, violentati dal cinismo di chi potrebbe ma non vorrebbe intervenire, e noi sempre li tra quei fuochi di potere che capace non è di trovare soluzioni... più comodo a volte cambiare canale, per non vedere più. Colpiscono questi versi per profondità d'animo, complimenti.

elena rapisa11 ottobre 2013

Quando dai libero corso al tuo cuore mi conquisti ancor di più. Tenerissimo e doloroso poeta

Laura Sensoli11 ottobre 2013

Un urlo di rabbia che ci unisce in un grande dolore. Ma domani forse avremo già dimenticato tutto. Profonda e bella!!!!