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Sociale 12 ottobre 2013 · lettura 1 min · 1248 letture

Il mare della libertà

Gianna Occhipinti 206 poesie pubblicate
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Ed erano forse cinquecento pellegrini di anime su agnostiche vele spiegate al varco dell'ignoto dove l'aria si fa greve e il respiro del mare indugia sulle onde. Crocifissi al viandare desiderosi alcuni di ritorno fra lenzuola di familiare intesa e accoglienza E invece lei... Sgrana gli occhi e ingurgita la carne priva di nocciolo fra quelle turbolenze dibattute culle di tacite attese e torce roventi, avvinghiate alla gogna Oh, la gogna, mai più... Ora si snoda dal sentiero del calice e prende vigore libertà che non tiene angoscia e il sorriso di Dio è raggio sicuro di approdo per ogni piccolo uomo che miete in acque candide fame di libertà
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Gianna Occhipinti
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Commenti (6)

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maria cavallaro13 ottobre 2013

Un altalenare di delusioni e speranze, un fiato di morte e un occhio alla vita in questi versi ispirati alla tragedia che inghiotte inesorabile e dove spicca il bianco di quei lenzuoli di morte e dei lenzuoli freschi d'un letto dove riposare, che la vita agogna nel disagio dei sopravvissuti. Triste ma ben scritta lascia intravedere il suo messaggio al lettore che resta coinvolto emotivamente.

Laura Maira13 ottobre 2013

Molto toccante e attualissima questa lirica di grande sensibilità, triste ma vera, come la realtà che purtroppo, specie ultimamente, siam costretti a constatare impotenti, addolorati. L'Autrice vede come ultima liberazione finale Dio, l'unico porto sicuro a cui approdare dopo che tutte le speranze sono affondate...

Sara Acireale13 ottobre 2013

Ho apprezzato molto questi versi di alto valore sociale, versi in cui si alternano sentimenti di paura del naufragio e altri di speranza per toccare la riva e così essere finalmente liberi. Liberi da che cosa poi? I superstiti vengono chiusi in campi che vengono chiamati di "accoglienza" e che invece sono vere e proprie prigioni, costretti a stare ammassati in pochi spazi e a dormire sotto le stelle dentro sacchi a pelo. Ho sentito di persone che volevano pagare di tasca propria pur di avere un posto decente per dormire ed è stato loro negato- Non è certo questa la libertà che cercavano...

C
Carlo Barretta14 ottobre 2013

quanta sensibilità in questi versi! Dettati da un animo sensibile, capace di comprendere il dramma di chi: disperato, impaurito, si affida alla sorte, non sempre benigna. Di grande valenza sociale e intinta nell'inchiostro del cuore. Condivisa ed apprezzata moltissimo

Salvatore Masullo23 ottobre 2013

Bellissima lirica! Metafore e descrizioni così doviziose e poetiche di un peregrinare in mare che entra nella pelle del lettore facendogli vivere quei momenti di triste sofferenza, di smarrimento e di rassegnazione in un contesto fatto da pochi elementi che riempiono la scena: mare, cielo, imbarcazione e tanta disperazione che sembra toccarla con le mani... Sentimenti e dolore raccontati con un lessico aspro, reale, che rende appieno l'idea della sofferenza subita. Non ho null'altro da aggiungere se non dire che mi è piaciuta veramente!

Nadia Mazzocco29 ottobre 2013

Una pregevole poesia, elaborata con cuore e anima che coinvolge emotivamente . Triste nella sua verità per la tragicità degli eventi . Poema scritto con grande sensibilità, molto apprezzata!!!