Senza Titolo
S’è prestato questo amore
Attraverso il vello e gli intonaci,
trapassandomi rovente come piombo
Il forcone teso ad un centimetro di lingua
in quel fuoco sempiterno di ricerca
a fomentare il liquido vetro nelle vene
e poi sperare mia dolce delizia
S’è prestato lui:
allo scherno delle parentesi
alle logiche conclusioni di povertà
E a quei fianchi scoperti nell’ ultima misura
Ché cielo e tramonto e poi subito svenni
di dolore, di atroce significato e mancanza.
Se danzi ad un passo solo
a uno soltanto da me
io li ascolto i tuoi piedi scalzi
e la tua schiena ricurva
mi si annuncia
in un arco al Metrazene
E tenderò anche il tempo
come l’eco per ipovedenti
ma quei fiori nuovi
nei tuoi giorni appassionati
ormai profumano
le nostre vie
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L'autore
EnzoL
Impossibile detergere vera poesia con poche parole dal basso del ventre. È necessario spesso incidere, Escludendo dal suono la semantica. Ritrovando del lemma l’origine. Quell’espressione armoniosa che esula dal senso stesso di una frase compiuta
Commenti (3)
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Rita Stanzione15 ottobre 2013
Si respira il timore della mancanza, la sofferenza di vuoti appena immaginati. Intensità e ritmo, terza e quarta strofa due piccoli capolavori di poesia.
Stefano Drakul Canepa16 ottobre 2013
i forconi rendono in questa poesia, graffiante, vera e sincera. Be lla lettura
Fiammetta Campione17 ottobre 2013
"Se danzi ad un passo solo a uno soltanto da me io li ascolto i tuoi piedi scalzi" splendidi versi d'amore, anch'io come Rita apprezzo soprattutto la terza e quarta strofa, che già da sole sono una bellezza poetica.



