Grazie per le cose che mi avete potuto regalare
Si inseguono si accoppiano poi sdoppiandosi scorrono via,
quante volte il tempo segnava l'ora
quel momento di cloro acre
quella vita segnata
Tu la seguivi con devozione di sposa
noi muti, solo sguardi, senza abbracci, cresciuti;
Quante volte avrei voluto abbracciarti
quante volte avrei voluto baciarti
quante volte tra le mani ho stretto
un fiocco di neve
si scioglieva col caldo tepore
delle mani lasciate da sole
a raccogliere perle salate;
Figli cresciuti
noi muti sugli aridi piatti serviti
pane e minestra
acqua e vino
senza comunione di affetto;
Grazie a Voi Padre e Madre,
sofferenze vissute comprese e ingoiate
forte sul dolore che impotente ho guardato
mentre scorreva con le ore vuote d'amore
tanto tempo! troppo tempo!
Ancora non so camminare
ché il buio non scompare
ché non deflagra ancora amore
non mi hanno potuto insegnare
cosa significhi essere amato .
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Commenti (1)
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Patrizia Ensoli17 ottobre 2013
Una lirica che al di là del contenuto personale, intimo e molto profondo mi è penetrata dentro, regalandomi tutto ciò che una poesia può bellezza di versi, emozione e grande commozione... Apprezzatissima!!
