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Riflessioni 17 ottobre 2013 · lettura 1 min · 2877 letture

Polvere d'ossa

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santo aiello 2496 poesie pubblicate
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Cosa resta, di quei giorni Di quel vento afoso di scogliera Cosa resta? Qui il mare si tormenta Reclama l'anima dei gabbiani Ma il fuoco, il fuoco ha divorato tutto Solo cenere che ancora fuma Questi infiniti voli dietro al vento E i miei anni, sono resti d'ossa Sulla riva, Pure l'onda se ne disfa E il vento, ha dimenticato tutto Va e torna senza memoria Un catino vuoto Stridulo tormento, si dispera Solo, in un cortile.
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Commenti (3)

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Tonia Fracella17 ottobre 2013

Un tempo di ricordi sospeso fra l'aria e i giorni andati... mentre il mare lamenta le sue malinconie su quel che stato... e il vento risuona in un ricamo quasi senza memoria. Versi dai toni intensi e delicati... Complimenti.

Andrea D’Alfonso18 ottobre 2013

Le immagini che un poeta riesce a cogliere sono come l'ombra che ci segue e nella sua rarefazione ci imprigiona le parole che ne possono dare senso e dimensione... come "il mare che tormenta l'anima dei gabbiani" solo questa frase rende nota e pregio a tutta la cornice poetica ed è essa stessa poesia di rara valenza. E l'onda che passa sui nostri resti di ricordi e se ne disfa completa maggiormente l'opera di un autore che continuamente mi affascina e che reputo di grande pregio e considerazione. Da conservare.

Riccardo Ruschetti18 ottobre 2013

E' palpabile l'angoscia in questi versi, dove il poeta ricerca nel vento i Suoi anni passati (quelli più ardenti e dei quali ancora sente il tepore nascosto sotto la cenere) trovandolo senza memoria..."solo, in un cortile" e che nel suo andare affoga nel mare i propri resti... che pure rigetta. Versi tormentati, fors'anche colmi di rimpianto, ma pregni d'anima e dei quali il lettore non può non rimanerne che affascinato.