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Fantasia 18 ottobre 2013 · lettura 1 min · 829 letture

Venti zero uno

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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tra le diciotto e le venti morirò due ore di lividi lunari la notte proverò un fastidio vi vedrò maschere d'acqua che innaffiate i vostri giardini con parole che mi commuovono -metteva le mosche nei bicchieri coltivava fiori sanguinava alle feste popolari ogni tanto moriva e quando moriva scriveva- mi cambieranno nome sarò presto ingoiato da formiche educate che mi festeggeranno finirò sugli alberi starò di fianco al tempo intatto come un osso preciso sordo secco inventerò bugie che scriverò di notte sui tovaglioli di carta mentre qualcuno dorme al posto mio
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L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (2)

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M
Marco Della Fiore18 ottobre 2013

Questo testo è talmente straniante che mi fa quasi paura. Restituisce bene una delle facoltà necessarie alla produzione autenticamente lirica: lo sdoppiamento o se si vuole la propria distribuzione organica. Interessante davvero.

Elena Poldan18 ottobre 2013

Un testo che arriva e fa male, talmente acuminato e preciso il suo intento, integralmente spogliato da orpelli e sovrastrutture.