La spinta
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (3)
Strano come questa poesia abbia il fiato corto (pare virtuale), ingoia 'ste raffiche di vento che tagliano l'articolazione. Fino alla nudità della parola e, perché non dirlo, del corpo, certo tanto imponderabile e naturale quanto qualsiasi selva. E mi viene in mente altra antiromantica e imponderabile come la de Beauvoir, castoro per eccellenza e per antonomasia. Il legno accenna in bocca certe semplicissime partecipazioni, certe appartenenze... come una ovvietà o, che è lo stesso, come un segreto. Già altrove mi sa, tanto che...
Bella davvero! Per le immagini evocate, per l'emozione che arriva a invadere l'anima del lettore, percepita intensamente. Bella anche per lo stile. La vedrei collocata in una rappresentazione teatrale per la sua efficace simbologia
Il simbolo della natura che ci reclama, ci elude, e ci rappresenta dentro di noi. Molto apprezzata!!

