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Impressioni 19 ottobre 2013 · lettura 1 min · 2622 letture

Cosa è rimasto

Andrea D’Alfonso 694 poesie pubblicate
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La pelle non freme, più non sente - nelle vene - la paura che ho dentro. Impazzite cellule, carnivore essenze amene al mio corpo che hanno voluto mangiare. Sono donna o cosa è rimasto di me? La paura mi accoglie al mattino E' lo specchio...
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Sono rimasto molto colpito da immagini di donne che hanno subito la devastante esperienza del cancro che ne ha deturpato il corpo (mastectomia)... non è facile descriverne senso se non lo si vive purtroppo sulla propria pelle un tale dramma dei nostri tempi... Ho provato a descriverne il dolore da molto lontano dedicando un pensiero, una voce...(vi chiedo scusa per l'immagine esposta)

L'autore
Andrea D’Alfonso

Chi sono io non lo so, è una vita che mi sto cercando, so fare tutto e non so fare niente. Ma nello scrivere trovo un pò me stesso, nelle poesie entro in contatto con la mia anima e mi metto in relazione con il mondo, con la vita. Nelle poesie che scrivo perdo e ritrovo me stesso, e con esse mi dono. Cercatemi in una

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Commenti (4)

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Elle19 ottobre 2013

credo che la paura sia la stessa, per tutti coloro che devono attraversare il viaggio di una malattia che sconvolge la vita... per combatterla, per sopravvivere. Subire l'asportazione del seno è psicologicamente pesante per una donna da affrontare, perché è una parte delicata che contiene più di un significato oltre che valore. Ma il fatto di farcela, di riuscire a sopravvivere dovrebbe far superare questa paura che si trasforma in coraggio da infondere a chi ne ha meno...

Rosita Bottigliero19 ottobre 2013

versi intensi di quel dolore insito nelle donne ... versi descritti con grande abilità poetica che fanno riflettere e capire chi purtroppo ha avuto tale dolore...

Catia Dinoni19 ottobre 2013

Delicatamente viene descritto il passaggio che attraversa lo sguardo di chi da lontano prova a guardare quella paura riflessa negli occhi di una donna che ha perso una parte di se, con essa se ne va anche un pezzo dell'anima e l'ansia pervade di quel non sentirsi più donna. Determinante deve uscire quella forza per guardarsi allo specchio e dire "io posso farcela" da lì inizia anche quella fase dell'accettazione della malattia stessa e di ciò che ha comportato. Versi molto apprezzati giungono dalla voce di un autore maschile... complimenti sinceri.

nemesiel19 ottobre 2013

L'argomento così delicato, difficile, complesso per le implicazioni psicologiche oltreché fisiche che comporta, è stato trattato dall'autore con una profonda immersione nell'animo femminile di cui si dimostra attento conoscitore... In questi versi che come flash colpiscono gli occhi del lettore appaiono stigmatizzate tutte le paure che una donna deve affrontare... compresa quella, forse la più lacerante, di non sentirsi più donna... frutto questo di una "simbologia" che ha condizionato, nel bene e nel male, l'universo femminile... il suo essere e il suo percepirsi. Poesia al top.