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Riflessioni 19 ottobre 2013 · lettura 1 min · 3642 letture

Domandarsi

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Ogni passo è l’evidenza dell’oggi. Il domani può darsi che verrà. Perché? Mi domando. Sento questo palpito. Al cuore. E, il tremito sulle membra mi assale? Intimamente odo il richiamo dell’animo. E, il sollievo allontana il sospetto. Del Forse. E’ certezza. Giungerà. Ancora più dolce. Il domani. Giungerà.
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Chi vive senza tensione ideale spesso si perde in quella stupidità voluta, creata ad arte per essere adagiati, fermi, immobili, incapaci di adoperarsi per costruire un percorso alternativo. Questo è quello che vogliono. Ma io non ci sto.

L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (15)

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Antonella1719 ottobre 2013

l'animo colmo di emozioni e di sentimenti sempre vivi e vitali.

Massimiliano Moresco19 ottobre 2013

In questa epoca figlia di un razionalismo che impera, l'ideale si configura spesso come un inutile orpello. Eppure le epoche contrassegnate da grandi ideali hanno sempre generato figure d'uomini e donne di grande spessore. L'ideale è infatti un anelare una futura meta per tendere ad una non definita perfezione, la quale permette di vivificare la vita. Come evidenzia Jung gli ideali sono una fiaccola nel buio che incentivalo spirito di rinnovamento. Però quando perdono la loro funzione propulsiva devono essere accantonati e sostituiti da altri più adeguadati. Forse per questo, si domanda l'autore, si sente un palpito al cuore. È forse un messaggio del proprio mondo interiore che sente il soppraggiungere di una nuova spinta idealistica?

Leone Franco19 ottobre 2013

Apprezzo tantissimo la poesia insita nei tuoi versi e soprattutto quel velo di ottimismo che si cela dietro le tante risposte laconiche all'interrogativo iniziale. Davvero mi piace: Bravo!!

Riccardo Ruschetti19 ottobre 2013

Come non essere altrettanto d'accordo con la risolutezza di Francesco! L'andazzo nel quale l'Occidente è caduto è frutto dello svuotamento lento e progressivo di coscienze inermi a tale stillicidio... un teatrino ammuffito nel quale ognuno pensa al proprio orticello sperando nel domani che verrà, certo che... comunque... poi tanto male non sarà! Ma se tra burattinai e burattini quel filo viene a logorarsi grazie a quella "tensione ideale" sospinta dall'animo che chiama... la certezza di un domani più giusto e solare non tarderà ad arrivare!

Vita D’Amico19 ottobre 2013

A quella certezza di un domani positivo contribuiamo noi stessi con il nostro fare attivo, senza rimanere nell'immobilità! E desiderare un futuro migliore è già il primo passo per ottenerlo.

Catia Dinoni19 ottobre 2013

Perseverare nei propri ideali trovare e mantenere quella determinazione che ci fa affrontare le prove che la vita ci mette davanti... di quella forza interiore di quel mondo che muove i sottili fili della ragione per saper anche andar contro corrente, perché il richiamo dell'animo non va taciuto.

Mi sono sempre ribellata al piattume, ai luoghi comuni ed alle imposizioni costruite ad arte per togliere la volontà e ridurre tutti come zombi. Per fortuna a costo di solitudine e sofferenza come dice l'autore, "io non ci sto"...

Berta Biagini19 ottobre 2013

Speranza si fa forza in questi versi che approfonditamente riflettono sull’oggi e le sue problematiche.

Alberto De Matteis20 ottobre 2013

Ancora più dolce giungerà il domani... è proprio così, quando non ci si lascia andare dall'inerzia e dall'apatia, che sono le nemiche più insidiose.

carla composto20 ottobre 2013

intensa lirica che vuol essere uno spronare il nostro essere verso il futuro e non rimanere ad aspettare fermi immobili aspettando che le soluzioni cadano dal cielo... sempre forti ed incisive le liriche di questa valente penna...

Rosita Bottigliero20 ottobre 2013

Essere determinate significa avere la forza di ribellarsi al marciume... ottima riflessione di delicati pensieri... molto apprezzata per forma e contenuto.

Giovanni Chianese21 ottobre 2013

L'adagiarsi a stili di vita quotidiana ci rende incapaci di perseguire nuovi ideali. Nel tempo si diventerà tutti burattini indottrinati al volere di una classe politica che con leggi e regolamenti, a titolo personale, guazza nella nostra disperazione, e noi personaggi instupiditi, ammaestrati al volere della casta, non faremo altro che attendere ossa putrefatte date in pasto. A tutto questo, dice l'esimio l'autore, non ci sta, si ribella l'animo suo e allontana ogni previsione aspettando che il domani insorga. Molto bella e condivisa è questa lirica, da aria a polmoni soffocati dall'immobilismo individuale.

Tonia Fracella22 ottobre 2013

Domande sospese su quel che sarà il domani mentre l'oggi scorre inesorabile nel tempo... ma la voce dell'anima sa rasserenare il cuore... e porre nuove certezze in quel domani aperto alla speranza. Intensa e suggestiva. Complimenti

Pino Tota22 ottobre 2013

...l'autunno fa cadere le foglie, ma non gli alberi e così la forza di un tronco pur nel passare delle stagioni gli permetterà ancora di generare nuove foglie e nuove speranze...

valentinatortora22 ottobre 2013

"Si', Poeta, la tensione ideale porta a sperare, fino al nostro ultimo istante, sperare nella Bellezza. Ed anche se cercheranno di farci cadere, vi sara' sempre un uomo che ci porgera', magari per un attimo, la sua mano... E questo anche la Poesia, se arriva al cuore, lo puo' fare... Ben vengano allora, i tuoi versi..."