Nell'interiore essere (paura di vivere)
Bruno Leopardi
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Eccomi,
fammi ancora compagnia
nel mio tremare senza freddo avere.
Io t'aspettavo, muto
io, che fuggo da te,
mai più lontano di uno sputo.
T'ho vista avvolgere il mio cuore
e son rimasto inerme, immobile.
E poi, come una cattiva figlia
t'ho vista assasinar la mente mia
e tutti i miei pensieri più sereni,
senza muovere ciglia...
A surrogar l'esistenza
essa,
racchiusa in un'intima essenza.
E per declinar il mio tremore,
immaginai il tempo del finale:
atto unico, senza repliche possibili,
elucubrando in me salite e/o scale
per giungere in posti incredibili.
I cieli...
A te mi arresi ieri
ed oggi, occhi e cuore
nulla s'attendono:
nè briciolo di pietà
nè d'Amore.
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Bruno Leopardi
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