I piedi sanguinanti, decorrono in data da definire
Gianpiero De Tomi
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La voce è difficile
risente degli stati d'animo
del tempo, gran siniscalco
servitore della vita, cellula umorale
di un suono melodioso
che infastidisce e rende omicidi
di un buco in terra
con umoristici fiori di plastica
di un male dentro
che deridendo il corpo
intrappola la speranza
la mente nuda, in un acuto rabbrividire
di fronte all'oblio gelato
ed indifferente
i tasti neri che brillano
di vita senza emozione
quando sono sfiorati
come prostitute in calze a rete
scosciate e profumate d'oro
che sommergono con il loro mestiere
lo sprovveduto in cerca d'amore
ingoiando l'amaro boccone
di una pelle calda di fuoco
al culmine egocentrico
di una notte dal sapore nemico
quando la meditazione
puzza di creatura andata a male
la moltitudine di migliaia di mosche
enciclopedici vermi borchiati
e profonde crepe nel terreno
dal quale sensuali tentacoli
accarezzano estremità ormai fredde.
Macchie nere, cosa mi chiedete?
La risposta è sempre la stessa:
i piedi sanguinanti decorrono
alla data da definire, sempre procrastinata
l'inimmaginabile data
delle linee che si incrociano
altare bianco di maledizioni e marmo
condanna delle felicità fluidificate
in scintillanti vacuità
chiamate infinito.
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Gianpiero De Tomi
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