Dell'amore e altri disadorni
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
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Dell'Amore e altri disadorni... di quel canto del palpito che pervade e a volte egoisticamente affoghiamo, degli sbagli paghiamo pegno o comunque mettiamo in conto, possiamo anche rischiare. Nella chiusa l'autore esprime il meglio della poetica che par dissacrante di un astio che divide il rubato dal donato... ben celati sempre quei pensieri che bisogna saper scrutare oltre quelle parole per coglierne appieno il significato.
Amari quasi acidi si rincorrono i versi. Impietosamente si spoglia il poeta del troppo spesso abusato romanticismo col quale si riveste il carnale. Effimera la vittoria forse carpita. E nel riemergere uguale a prima e mai appagato sta il piacere di rimpossessarsi dei remi di una barca che va controcorrente. Rime che ridimensionano le sdolcinature che spesso si attribuiscono all'amore. Sentimento raro.
un dipinto carnale dei sensi che vibrano entro cornici d'amaro colore del cuore, che interpreta essenze dove il mestio del loro avulso confonde il sentimento perché preso dallo stesso nel condito che si riversa dentro il cuore... splende la Poesia in questi versi cosi ben esposti nel decanto che interpreta in cosi forte esternare... molto sentita dal piacere di lettura che abilmente offre il Poeta



