Passato

Ho indossato la disperazione
e calze dispari, pare proprio
sia il mio anno bisestile
dai nodi alla coperta
pare proprio
abbia sognato un ventoso navigare
e la sera lasciato cumuli
tra tazza e piatti
vestiti d'inutile poesia
- la leggo quasi ascoltassi una conchiglia
a illudermi ci sia ancora il tempo adatto al mare.
Ho abbottonato i suoi capelli
prima di andare, pare proprio
abbia anche abbandonato i miei
su quei cuscini
le vestigi di un'insonnia
e pare proprio
abbia dimenticato l'annodare
di una cravatta
al collo delle grandi occasioni
come pure il blu notte dei pantaloni su cui posavo la testa
e riuscivo a dormire.
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L'autore
Pi Greco
Amo Szymborska, Tagore e Ungaretti. Ma anche i paesaggi, in particolare i fiumi e le nuvole. A volte anche qualche uomo.
Commenti (1)
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radicedi641 novembre 2013
non è proprio la voce del mare, quello che sussurra la conchiglia, ma ne ha comunque forte l'odore e il ricordo (o desiderio). vale la pena addormentarsi sul blu notte (o blu mare) di un pantalone.

