Ho rubato il futuro a mio figlio
siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (6)
é vero, lo strumento x come vivere non siamo riusciti a darlo ai nostri figli. Dice bene l'autore "costruzioni senza fondamenta, giovanilistica ad oltranza". Ma è questo sistema che è fallito purtroppo, questa tipologia di società costruita sul vuoto. Confido in un punto di ritorno e in un radicale cambiamento, altrimenti non ha senso. Bellissima poetica, con tanti spunti di riflessione. Plauso al poeta x la sensibilità con la quale egregiamente tratta il tema.
Anch'io mi autocondanno (20 anni nel 68) credevo di aver emancipato la musica in italia, il sesso, il costume eccetera... si si... ma adesso mio figlio che aveva fatto corsi, si era preparato, ma che adesso a 30 anni è disoccupato come moltissimi altri giovani che non vedono futuro. una colpa da condividere con la generazione ancora più vecchia
Subito dopo le grandi rivoluzioni sociali degl anni 60 e 70 i potenti del mondo, preoccupati della coscienza della nuova classe popolare, introdussero scientemente concetti e progetti volti a rendere apatici i soggetti della "massa", viva e partecipe fino ad allora. Introdussero, tra le altre cose, ciò che nessuna generazione della storia aveva provato: il valore del consumismo. Una potente ideologia e suadente, capace di spiazzare i popoli. Omissam come al solito ha fotografata alla perfezione l'effetto prodotto da questo stato di cose. Purtroppo è rimasto solo l'involucro ed il bisogno indotto del consumismo perché, genialmente, si propagano senza scrupoli i modelli e i simboli del consumismo ma senza i soldi per ottenerne i benefici.
Un grido di denuncia purtroppo molto vero ed attuale. Il mondo è imploso in se stesso e i suoi limiti sono evidenti a tutti. Condivido tutte le tue affermazioni .
Caro poeta non sono d'accordo! Io dal primo maggio di festa dopo la sconfitta in Vietnam degli USA, al "jeunes rendez- vous comtinuons le combat", alle occupazione delle scuole, alla contestazione giovanile agli spari alzo- zero di truppe Kossiga- combat, alle manganellate, ai picchetti davanti le fabbriche, al sindacato inteso come cellula di fabbrica e non come burocratici esterni, alle raccolte firme per i referendum etc etc " ascoltavo Gaber " la libertà non è il volo di un ...one libertà è partecipazione" e poi sono arrivati quelli che hanno rincorso il sogno dei ricchi borghesi e rinchiusi nel privato hanno egoisticamente chiuso la porta alla lotta per migliorare le cose. La lotta si è interrotta e non è stata una cosa sbagliata!
Senz'altro da condividere, del resto come rinnegare il vero? Però...e già perché c'è un però. La nostra è stata una generazione impreparata, colta alla sprovvista... non potevamo attingere comportamenti dai nostri padri da noi stessi considerati superati, presi da uno stordimento di un orizzonte illimitato, pronti ad essere la generazione delle grandi svolte, dall'educazione ai diritti, pronti ad essere diversi. Da chi? Non importava, purché diversi: la generazione che non avrebbe commesso errori. Siamo stati l'arrogante generazione di "ni". E questo è quanto. E purtroppo tutto.





