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Sociale 23 ottobre 2013 · lettura 5 min · 1359 letture

1793 - Invettiva contro i Crimini della Rivoluzione

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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ed al suo spirto diceva: «Beffarde voi siete voci de’i gran novatori! Quivi tempesta d’immani furori, ivi una pozza di vergine cruor! Folli e beffardi, e ancor più che istrioni voi siete, oh uomini... voi che brandite l’acciar de’i dritti... e voi che ruggite in nom del Bene coll’Odio nel cor! Empi e malvagi, e insani e perversi, e ancor più dèmoni spirti de’i Lumi, voi che d’Inferno librate i rei Numi delle menzogne, distruggano i Ciel! Ahi, veggo un cumulo di giovin tombe, e di miseria, e d’orribil rovine, e di defunti, e di donne meschine che prone gemon su’i miseri avel, e lì l’ossame trafitto da ignoti posa e de’i figli, e de’i pover mariti, e i vermi strisciano, e mangian gli arditi resti di lor che la Patria dannò, e s’alzan urla che chieggon conforto al ferro infausto de’i biechi fucili, e lagne e lagrime. E dunque que’ vili? Brindan su’i duoli che gloria apportò! Un ghigno irriso di vedove s’alza, e geme e prega in su’i spenti galloni, e morti pargoli giacciono proni tra l’ansie braccia di madri in dolor. Ecco, oh tiranni, la vostra rivolta: un cimitero; e un patibol pe’i vivi, flutti di sangue che pingono i rivi d’Odio guerresco e d’infausto rigor! Non v’è più pane in su’i tavol de’i poveri, di lor pe’i quali gridaste “Alla guerra!”, e lor rimpiangono mangiando terra l’empia e abolita e rea servitù, e un mar d’ipocriti s’è fatta Francia, segugi infami tradiscon gli amici, e in su’i patiboli miser cervìci cadono al suolo che non le vuol più, e i novatori serpeggian sul cenere frutto d’incendi, e di stragi e d’inganni e ben si nutron di sangue e d’affanni, e dicon “Nume, e uguaglianza e dover”, e ‘l loro Divo mi par sol Lucifero, e qualcheduno degli altri è ‘l migliore, e bruti uccidono e l’alme e l’Amore, e la lor meta soltanto è ‘l poter, e struggon chiese, bestemmiano i Santi, gli altar ben cangiano in lodi ai demòni, e son possenti, e sono i predoni che l’ingiustizie perpetrano ancor, stuol d’innocenti condannano a morte, danno un mestiere soltanto a chi è boja, e colmi son d’egoïstica gioja, e truci guardi d’ardente terror. Ora decidono e nozze e convìti, or l’alta impresa de’i prodi guerrieri - “’la va a quest’uomo”, “per questi sentieri” - e son diversi da’i nobil che fûr?... E in nom uccidono della Ragione, e sgozzan, gridano sol “Io non credo!”, danno alla Morte e l’artista e l’aëdo qual fè “L’io credo” dell’evo più oscur, e son monotoni, e tutti incipriati come i baroni del vecchio potere, e han le parrucche... e van a godere de’i rei sudori, di lagrime altrui; ed io miserrima, e povera vittima pria di fuggire men sto di costoro, e andrò raminga, lontano da loro, e in cor l’Amore, pel quale io fui!... E te beffardo signor de’i malvagi che di Parigi ti siedi in sul trono... ti maledico!... Prostrato e ben prono muori, vil cane crudel, lusinghier! Tu che fai i brindisi col sangue umano, e che ti reputi e giusto e sapiente, tu!... folle germe... atòmo demente, sozzo lombrico se’ tu Robespierre! Tu che le vedove laceri e i padri, e che la guerra co’i vinti fomenti, e che se’ Genio di pene e tormenti muor, bastardino, di servi un padron! Se’ indarno e fumo di bieche menzogne, e la tua maschera un verme ricopre, e son le stragi... e le guerre tue opre, a te ‘l Celeste non ceda ‘l perdon; e niuna croce adombri ‘l tuo avello, poiché se’ morto in sul braccio del Diavolo, vigliacco e tremulo sotto d’un tavolo... verme tirannico, ascoltami e muor!... E allor la Francia, e l’Europa, ed il Mondo forse avran Pace su’ un prato di vïole, e in tal giardino tra rose fia un Sole non più di speni, soltanto d’Amor!
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Invettiva tratta da "La Notte della melanconica Fuga, ovvero Catherine, la Fanciulla di Nanterre", Poema la cui composizione mi sta impegnando da mesi.

L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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