Il vecchio e (è) il nuovo
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (3)
Un omaggio poetico a tutte quelle forme, materiali e non, che hanno dato lustro al nostro passato e che, purtroppo, si sono viste sorpassare della tecnologia moderna, ma la loro presenza tra di noi è durata decenni al contrario di tante invenzioni attuali che durano lo spazio di qualche mese. In questa lirica viene dato un ampio riconoscimento a ciò che ha alimentato queste nuove tecniche odierne, grazie a loro perché sono servite da esperienza e da capro espiatorio per il bene comune. Versi ricchi di tecnica e di poesia molto significativa, apprezzata e condivisa.
Garbata descrizione del "Si stava meglio quando si stava peggio" e rivalutazione di un passato che non è vana nostalgia ma apprezzamento di valori e comportamenti degni di essere definiti "civili"... Proprio per contrastare i tanti che vorrebbero cancellare le nostre radici nel mare dell'oblio, non sarebbe male ritornare a qualche lezione di stile basato non sull'apparenza ma sulla sostanza delle cose... condivido pienamente il pensiero...
Bravo! E' proprio vero quello che dici: infatti si parla sempre dei "mitici anni" '60 o degli anni del "Boom", mentre a riguardo del 2011 e del 2012 si parla di "Annus Horribilis"... Speriamo ancora nel 2013...

