Nelle acque della memoria

Arriverà quel giorno
in cui stringerai i pugni
fronte a te
e piano piano li schiuderai
per scrutare dentro
l'abbondanza delle messi.
Mentre gli astri
ti staranno a guardare
volgerai lo sguardo indietro
a ricordare
un passato di marosi impazziti
che un tempo inondarono
le piantagioni delle tua anima.
E due occhi di ragazza
spunteranno
dalle acque limpide
della memoria
a disturbare
la tua quiete ormai raggiunta.
Occhi stanchi
ma ancora vaganti
nel torbido infinito.
Occhi posseduti dal tormento
intrisi di secche lacrime
d'amore.
Occhi a supplicare pace
e cercare riposo
oltre l'orizzonte
nelle immense praterie
dove nel tempo degli amori
si congiunsero
ad altri occhi selvaggi.
Arriverà quel giorno
in cui stringerò i pugni
fronte a me
e incapace di spezzare
la corteccia
indurita dalle intemperie
li osserverò col cuore
oscurato dalla notte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (5)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Leaf28 aprile 2007
non riesco a pensare ad altro che non sia emozione... commozione... coinvolgimento... Bella, veramente molto bella.
Elisabetta Randazzo28 aprile 2007
Sembra che parli di un futuro che si rovolge al passato, mi è piaciuta molto
S
Stefano Toschi28 aprile 2007
Versi di grande potenza espressiva, con una marcata venatura visionaria. br Bella poesia.
Giovanni Monopoli28 aprile 2007
testo molto bello che coinvolge in sensazioni al quale l’autore ha saputo trascinare con maestria e dedizione...
M
Marina Como28 aprile 2007
bella. io vi leggo il tormento per il rifiuto, l'incattivirsi sino a ”cuore oscurato”, per guardare i propri pugni: voglia di ferire chi ci ha fatto soffrire. ed ora lui, raccoglie le messi, ma lei almeno sembra consolarsi di ”disturbare” la sua coscenza: linguaggio scorrevole, anche se mi ha fatto faticare parecchio darne un senso!


