Dalle pagine di cronaca
Bambini strappati,
infanzie presto bruciate
su roghi di altri idoli,
dono dell'innocenza
diventano
sacrificio inconsolabile
Il consumo immediato,
del tutto e subito
dalle ceneri fumanti,
nella sete inesauribile,
di sapori indecenti
per nutrimenti impresentabili,
devasta
in attimi che fermano
il tempo dell'orologio
della fanciullezza.
O Padre,
che chiami a te i piccoli
lasciali nella loro beltà,
non desidero l'inferno
che brucia già
nei cuori,
dammi forza e amore
per combattere il male
e donare amore,
dammi sapienza e verità
perché tu possa salvare
chi si danna;
ricordati, o Padre,
nella Passione del Figlio:
"non sanno quello che fanno".
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Commenti (1)
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M
Marina Como29 aprile 2007
«molto belle le immagini dei bimbi sofferenti, pur tuttavia, a me sembra che il fulcro della poesia sia proprio il dolore del vedere tanti peccatori ”chi si danna”. molto originale e bello il concetto. Allo stesso piano pongo ”non desidero... ” che richiama l'attenzione al non farsi lasciar prendere dalla voglia di vendetta (cronaca anche questa) , e forse è questa la vera denuncia.Ed il linguaggio usato, del prete dal pulpito, ricorda a tutti i cristiani che sta usando la parola di Dio. bravo.