Artificio
Barbara Golini
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un viaggio oceanico per la notte d'un calcio impresso sul volto, d'un ricciolo torto
il silenzio ha un ritmo costante monotono mentre d'un giallarancio le foglie si cullano
testa in giù, abbracciando le ginocchia ormai consunte
un palpito battuto sull'asfalto ormai secco e neanche più nero
ha perso l'odore e l'artificio si percepisce netto
un calcio allo stomaco...
un viaggio dolore impercettibile etereo un calcio non ha ritmo né direzione alcuna, cade a caso come quella foglia sull'asfalto
dita, mollano la presa
s'appoggia a terra su quel grigio spento e tace, il silenzio
non ha più parole e resta muto
siede s'accuccia al fianco e batte batte batte batte il tempo...
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
Commenti (1)
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Francesco Rossi6 novembre 2013
Provare per credere sembra dire la poetessa in un linguaggio che aperto alla percezione del lettore apre vasti orizzonti sul silenzio della solitudine.

