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Introspezione 30 ottobre 2013 · lettura 1 min · 2991 letture

Equinozio

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Sento nei passi calmi della sera la rugiada sulla pelle la solitudine che abbraccia quando al suolo si riposa Sento la vergine attesa della neve raggomitolando i giorni nel mio fiato convinto talismano, l’istante di un luogo senza nome è così l’Autunno ricchezza breve inclinato all’altro tempo perfettamente ad Est perfettamente ad Ovest del mio vivere quotidiano io, nel centro
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (7)

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Riccardo Ruschetti30 ottobre 2013

Parole che esprimono compiutamente la ricchezza d'animo di questa autrice sempre prodiga nel renderci partecipi dei Suoi profondi e luminosi luoghi del cuore. Un verseggiare che, accompagnato da un brano musicale sapientemente scelto (fantastica Enya...), ci offre il sospeso incanto di ciò che Patrizia vede con gli occhi nel cuore. Splendida...

Andrea D’Alfonso30 ottobre 2013

Ecco la poesia che mi fa vibrare e "sentire" la rugiada che sposa la nuda terra... e la neve che attende che l'autunno effondi gli ultimi respiri ed il poeta esattamente al centro di questa orchestra meravigliosa a carpir le note poetiche come fili d'universo che il cielo dona a cuori sensibili... Grande e bella poesia. Da conservare.

Stefano Drakul Canepa30 ottobre 2013

un bel ritmo con l'anima rivolta alla stagione delle nebbie... intensa e ben calibrata

M
Mariasilvia30 ottobre 2013

Quando il cielo sprofonda nell'oscurità e la luna dirige il traffico dei sogni, le ore miti dell'autunno consolano il cuore. Il sereno "perfetto" di una sera d'inverno al dondolio di sospiri dentro se stessi... Molto bella l'atmosfera. Semplicemente Tua la poesia. Apprezzatissima lettura!

Elle30 ottobre 2013

Delicato stile che riunisce lo sguardo che si posa mentre il cuore ascolta... E bastano le dolci note di un brano a far partir di penna la velocità dei sentimenti tanto che poi la mano li ripassa con vernici a strati di perle e colori... Poesia che addomestica il più inquieto tra gli inquieti e lo costringe ad un religioso silenzio per sperimentare lo stesso ascolto. Eco diffuso tra secolari alberi nella saggezza che il tempo piega mentre radici profonde bevono le gocce di rugiada a palmi aperti... ringraziando il cielo e l'esistenza, noi così piccoli difronte alla grandezza e magnificenza di un creato che ci ha voluti semplici... e qui lo siamo, basta amare la vita.

Paola Galli1 novembre 2013

davvero incantano questi versi! un sentire interiore che si fa tempo, che del tempo assapora tutte le sfumature rimanendone al centro, nell'attesa dei cambiamenti che prima o poi con ritmo più o meno costante, arriveranno!

Francesco Rossi1 novembre 2013

Essere al centro delle dinamiche sia nella negatività degli eventi che nelle positività offre sempre uno spazio aperto per considerare il momento e coglierne le particolarità.