Oltre il muro del silenzio
Veronica F
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Cammino a piedi nudi
tra veli di silenti pensieri
che avvolgevano un timido amore,
così immenso d’aver paura
di non essere compreso
da un cuore acerbo di figlia
Tacevi, allora,
chinando il capo nell’umile rispetto
di non bussare alla mia porta,
con tanto di divieto ad entrare
Tacevi,
mordendo le labbra di pena
nel capire ciò che non volevo capire
nel vedere il buio su orizzonti
che i miei occhi illusi
fissavano come intramontabili certezze
Tacevi, mia saggia madre,
consapevole che non ti avrei ascoltata,
persa com’ero a rincorrere aquiloni
svolazzanti tra venti d’inganno
che si smorzavano deboli nel disincanto
Non ti ho mai vista né sentita
dietro quei vetri incredibilmente tersi
o affacciata alla finestra sempre aperta.
Chiudevi solo il dolore nel petto,
non la tua anima
in ginocchio accanto alla mia
Ed in tutto questo tempo
io sprecavo la vita,
tu preparavi il mio corredo di donna sola,
ricamando soffici scialli
caldi di un tuo eterno abbraccio,
e scrivendo indelebili parole per me
Ti vedo, ora,
e ti sento
Nel dolore, nel pianto,
ed oltre quel muro di ghiaccio,
sempre e solo tu
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi1 novembre 2013
L'autrice poeta con esemplare sentimento il dolore nel vivo ricordo usando un linguaggio ricco di riferimenti in ottima poetica.

