Tra ciglia e piume
Maria Grazia Vai
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Del silenzio siamo -la voce-
che restituisce le mani ai seni
della luna.
Quel corpo sconfinato
la cui bocca è un alveo di lingue
innamorate, che cantano il desiderio
negli occhi della sera. Come fossimo
cacao nelle vene di un tramonto.
E il buio -la Luce anoressica di un tuono.
L’andare e il divenire tra un fiato e il
suo volere, l’intaglio sulla fronte semichiusa
del tuo sguardo, che torna dalle tempie
alla saliva del mio petto.
Quell’epidermide ch’è voce del tuo
sangue, ed io -la cinghia tra le costole
dei tuoi pensieri insonni-
appiccicati al ventre della mia anima.
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Maria Grazia Vai
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