Niente è per sempre. Eutanasia
Grazia Longo
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S’appendono alle nuvole
senza chiodi
i miei occhi
mentre cadono
ad uno ad uno,
come foglie stanche,
i miei pensieri
si perdono i profumi
di te e del tuo volto
come panni stesi al sole
anche se il sole
è morto
nei tuoi occhi
che non s’inginocchiano più nei miei
e le mie mani
non sanno più dare carezze,
né giunte, sulle braccia stese,
arrivare al cielo.
Restano i riflessi d’illividite pozzanghere
e stanchi voli in partenza
senza mani fuori dai finestrini
alta velocità dei murati vivi
in gabbie climatizzate
tra le cimici cibernetiche
la nemesi delle stagioni
dove si suda d’inverno
e si muore di freddo d’estate.
Annego in sguardi infettati
da virulenti desideri
e mi spengo
in visi sterilizzati
dal vuoto spinto
dell’anima.
Ingurgito silenzio
senza masticare.
L’ultimo pasto
nello scompartimento affollato
del prima e del dopo ...
Niente è per sempre
tolgo la spina ad un ricordo moribondo
-eutanasia d’un amore abortito-
poi accolgo lo schiaffo della tua voce
che ha perso il suono del mio nome
sulle labbra tumefatte dell’assenza.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Vita D’Amico2 novembre 2013
Fanno rabbrividire e gelano il cuore questo versi. Prendere atto mestamente che nessun amore è per sempre. Allora meglio togliere la spina ai ricordi. Un susseguirsi di immagini intensificano questo dolore che non trova alcuna speranza. Ottima!
Eros Criniti2 novembre 2013
fa gelare il sangue... non vorrei ma vivere quei momenti... comunque


