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Spirituali 4 novembre 2013 · lettura 3 min · 3642 letture

Come profumo d'incenso (Edith)

Anna Piccirillo ov 146 poesie pubblicate
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Le tue radici affondano nel popolo glorioso, eletto dal Signore a sua eredità. Come cedro del Libano crescesti rigogliosa, fiera come i cipressi dell’Ermon, forte come le palme di Engaddi, degli ulivi di pianura avevi la maestà. Tu, splendida rosa in Gerico, eccelsa stirpe davidica, figlia di Sion, di spezie rare emanavi la fragranza, le doti non comuni spandevano l’olezzo di ònice e storace, di mirra e cinnamomo e balsamo soave. Fondesti coi talenti la tenacia, cercando di dar senso all’esistenza umana. Dove abbondava lume di ragione, sovrabbondò la luce della fede e rifulgesti come stella, poiché cercando il Vero sapesti riconoscere colui che è Verità e Vita e Via. Comprendesti che l’Altro era il Dio vivo, Jahweh della promessa fatta ai padri, venuto nella carne a porre la sua tenda in mezzo a noi. E te ne innamorasti senza scampo. Ti lasciasti condurre nel deserto e la sua voce calda al cuore tuo parlò. La mano nella mano, ti guidò per la salita del Carmelo e ad ogni passo cresceva la vostra intimità. Più ti elevavi in alto e più toccavi profondità insondabili. Sempre più su, fino alla cima del Calvario, dove migliaia di figli di Israele già erano condotti in sacrificio. E li sentivi tuoi, della tua carne, finché Amore ti raccese il desiderio di fonderti con Cristo sulla Croce. Sophia, poi Grazia e infine Gloria, così mutò il tuo nome, Teresa Benedetta. Fu questo il tuo viaggio della vita: partisti dalla sapienza umana, passasti per la conoscenza, e della scientia crucis facesti la tua unica speranza. “Ave Crux, Spes Unica!”. Coma una nuova Ester, la sposa del Grande Re, intercedevi presso Dio, cercavi le parole silenziose per riscattare il tuo popolo, l’eletto, votato nuovamente allo sterminio, per la follia omicida che insanguinava il mondo. Ma la geenna che consumò il tuo corpo non sapeva che un più vivido fuoco già ti aveva consumato il cuore nell’amore per lo Sposo che seguivi sul cammino della Croce, come olocausto puro, per la redenzione dal dolore che da millenni opprime la tua gente. Auschwitz nuova Gerusalemme: dall’infinito male al sommo bene. La mano del carnefice fu ignara di essere strumento della grazia che in atto sacerdotale l’impresa scellerata trasformò. Il gesto abominevole del folle si tramutò in crudele liturgia. Come prezioso incenso di preghiera salisti verso il cielo da un camino e a Dio, che in voi piangeva l’obbrobrio della storia, insieme a te portasti quelle vite spezzate dall’orrore di cui non si cancella la memoria.
#Religione#Filosofia#Donna#Memoria#Coraggio
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"L'Amore sarà per sempre la nostra eterna vita"... parole di Edith Stein, riportate sulla targa commemorativa nel campo di sterminio dii Auschwitz- Birkenau - Ebrea tedesca, filosofa professoressa e ricercatrice stimata, scrittrice, convertita al cristianesimo e monaca carmelitana, innamorata della Croce di Cristo è per me uno dei più fulgidi esempi di Donna straordinaria, femminista ante litteram perché totalmente padrona del suo destino, colta, anticonformista, coraggiosa e coerente fino alla morte. la Chiesa la venera come Santa e copatrona d'Europa con S. Caterina e S. Brigida

L'autore
Anna Piccirillo ov

"... Eppure non so scrivere poesie. Non conosco regole di metrica, di rima e di sintassi; però se la poesia nasce dall’anima col desiderio di trasformare in parole i sentimenti, le emozioni, i moti prorompenti del cuore, i miei semplici versi, con molta indulgenza potrete anche definirli poesie" ... Ecco, mi definirei

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Commenti (3)

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Un bell'omaggio a Edith Stein che conobbe il turpe martirio subito dalla stirpe ebraica, perfettamente descritta nella nota e sublimata nei versi di questa lunga appassionata poesia

Andrea D’Alfonso4 novembre 2013

Apprezzata molto questa lirica, perché sento molto la figura di Edith Stein di cui anch'io menziono, in una mia poesia, la grandezza cristiana e morale che è stata nel secolo XX. Oltre che martire è stata un grande teologo del 900 per la sua formazione filosofica alla scuola Husserliana e Scheleriana in cui il fondamento dell'uomo e del suo agire è sempre la persona umana. La sua teoria filosofica trova il giusto adempimento nella pratica cristiana che vede il martirio come espressione più vera e più alta... e quale martirio più grande dell'Olocausto...

Francesco Rossi4 novembre 2013

Una poesia che permette al lettore di attingere conoscenza nella sfera della spiritualità. Esemplare come viene verseggiata non cadendo mai in prosa e data la lunghezza della composizione poetica un plauso a questa brava autrice.