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Cronaca 4 novembre 2013 · lettura 1 min · 2402 letture

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Daniela Dessì 1195 poesie pubblicate
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Come foglia tramortita giaci distesa sul marciapiede di un borgo desolato, la carne violata l'anima vilipesa, oltraggiata dall'altrui mano vendicativa. Un urlo straziato di dolore lacera il silenzio della notte, risuona nel buio tormentato dalla solitudine di cui si nutrono ombre svampite che s'aggirano tra degrado e desolazione. Giace disteso il corpo, senza nome senza identità, ignota la tua lontana provenienza... nessuno sa! Eppure, quante mani avide di lussuriose voglie hanno stretto fortemente e risucchiato la tua flebile vita, piccole sanguisughe approfittatrici, ogni giorno della tua cagionevole esistenza han barattato per pochi miseri spiccioli. Si è sciolto il trucco ai margini degli occhi, trattenute lacrime infiammano le pupille oramai spente... sul gelido cemento cala il freddo della sera ad accarezzarti il viso la brezza leggera come ultimo saluto ultimo addio.
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La poesia rievoca un fatto recente di cronaca riguardo a una donna trovata morta sulla provinciale di Bitonto, fa riferimento più in generale a tutte quelle povere vittime della prostituzione, ricattate violentate e poi uccise, rese schiave del sesso in Europa.

L'autore
Daniela Dessì

Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo

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Commenti (4)

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Francesco Rossi6 novembre 2013

Un tema affrontato con rispetto e sensibilità, evidente traccia di nobiltà d'animo che emerge dal sentito e condiviso verseggiare.

C
Carlo Barretta7 novembre 2013

Una delle tante notizie di cronaca, che già il giornodopo, non fanno notizia. Questo il mondo, questo il nostro, triste, modo di vivere: guardare e non pensare. Consumare, consumare tutto, e sostituireun modello con un'altro più efficiente, anche la vita! Ma vi sarà un fine a questo correre, insensatamente, verso il nulla? La poetessa, dall'animo sensibile, facente parte di una piccola tribù in via d'estinzione, questa speranza non ce la fornisce, e fa bene! Ottima e condivisa poesia.

carla composto8 novembre 2013

un tema forte in versi bellissimi di poesia, che portano a riflessione, donne violentate usate e poi uccise... la socità dovrebbe in qualche modo proteggere donne che non per loro volontà vengono sfruttate... il mio elogio

Gianfranco La Rosa11 novembre 2013

Versi che colpiscono nel cuore, amare le scene che sono sommessamente descritte, struggenti le parole, intense rime piene di tante inquietudini.