Camini piemontesi in Autunno
Massimiliano Zaino
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Nubi di nebbia, e gelido
grido d’un corvo, e un largo
regno di Morte ciclica,
periodico letargo...
veggo i camin che fumano
pel cenere del ciel.
Son sigari che odorano
di cotiche e panisha,
di cotto lardo e d’agile
brodo che cola e striscia,
di gran polenta povera
ai funghi ed agli uccel,
e fior ridenti d’acini,
di buon baròl, barbera,
di gentil vino pingesi
la fredda e inquieta sera.
Brindate, oh nebbie! Il calice
del verno presto è qua;
e voi, camin, godetevi
i frutti dell’estate:
granturco e riso e morbide
uvette maturate!
Digiun s’appressa; e ‘l rigido
autun non ha pietà.
Sbuffa ‘l camino, e tepido
l’odor va d’un risotto,
la brace innalza ai nuvoli
l’aroma d’un decotto,
e ‘l negro fumo posasi
su’i campi, e in su’i ruscel;
e i nembi lenti invecchiano
di tai vapor intinti,
grigi di nebbie piangono
colmi di nevi, e i pinti
camin de’i fumi coprono
di viva Morte ‘l ciel.
©
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L'autore
Massimiliano Zaino
Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori
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