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Donne 6 novembre 2013 · lettura 2 min · 3247 letture

Hanno calpestato un fiore delicato

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Uscivo, a sera tardi, dal lavoro e transitando sulla Tiburtina, sul marciapiede intravvedevo “loro”, le prostitute. ... C’era una biondina che appena mi vedeva, con la mano faceva sempre un cenno di saluto. Però quel gesto non sembrava strano, ... lo ripeteva ad ogni sconosciuto! Un sabato, sul tardi, l’ho invitata a consumare il frutto del mestiere, ma giunti in una zona abbandonata, invece di concedersi al piacere ... mi disse, in italiano assai distorto: “Son schiava, mi costringono a far sesso, mi hanno sequestrato il passaporto, io son straniera, priva di permesso, ho solo sedici anni e qualche mese, ma vivo col terrore della morte, vorrei tornare a casa, al mio Paese, aiutami! Ti prego,... tu sei forte! ... Però non avvertire i poliziotti! ”. Le chiesi: “Ma saluti tutti quanti ed una volta in macchina, poi, sbòtti, piangendo con parole deliranti al fine di convincerli a trattare col ‘protettore’ il prezzo del riscatto?”. ...Aprì la porta e stava per scappare ..., aveva il collo rosso, tumefatto ..., la presi per un braccio e mi rispose: “Riportami al lavoro, voi italiani vivete nel profumo delle rose ..., per noi, soltanto ... drammi quotidiani! ”. Le diedi i soldi e la portai sul posto, ma senza aver neppure “consumato”. Mi aveva chiesto “aiuto” di nascosto, ma io, ... perplesso, ... non mi son fidato! ... Son ripassato lì, parecchie sere, ma lei non c’era, ho chiesto informazione, ... avevan tutte l’obbligo ... a tacere, soltanto una, disse, ... in “confessione”: “Il ‘protettore’ glielo aveva detto ... di non fuggir, ... ma era il suo destino ..., ...con una coltellata in mezzo al petto l’ha castigata! ... Era un fiorellino ...!”. ... Insieme alla mia nuova fidanzata, ripasso spesso in quella zona “abietta” e penso alla ragazza assassinata ..., ... mi aveva chiesto aiuto, ... poveretta! .
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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (5)

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Anna Piccirillo ov6 novembre 2013

Una realtà che non possiamo ignorare, nuove schiavitù di cui ci rendiamo complici con il nostro silenzio e che pesano sulla nostra coscienza... Grazie all'Autore per la sensibilità con cui ha descritto questo dramma, mi pare un giusto omaggio a tanti "fiori" sporcati, calpestati e strappati...

spesso non ci rendiamo conto di quanto accorate ed urgenti siano i richiami di aiuto delle persone ... e quando poi accadono cose irreparabili ci resta nel profondo dell'anima un'amarezza che è rimpianto, che è pentimento ... una poesia che invita tra le righe ma non per questo in modo meno efficace a non essere ascoltatori distratti del nostro prossimo fermandoci sulla soglia di quel passo che necessita coinvolgimento e generosità, anche a rischio di scardinare il nostro banale quieto vivere egoistico

carla composto6 novembre 2013

purtroppo la socità è sempre pronta a giudicare, ma spesso non per volontà ma per costrizione vediamo prostitute sui marciapiedi, adolescenti che vengono strappate ai loro sogni ... bravo il poeta che in questa lirica ben stilata a messo in risalto questo tema scottante...

Julie6 novembre 2013

Un mondo che fa paura e intimorisce anche chi dal cuore vorrebbe portare aiuto e credere alle parole di dolore di una piccola già grande donna. La mente blocca l'istinto che sfuma nel profumo di rose. Se più uomini vivessero il "dramma quotidiano"forse qualche fiore in più si colorerebbe di Speranza. Molto apprezzata.

elena rapisa6 novembre 2013

Se si riuscisse a guardare con occhi sgombri da pregiudizi potremmo cogliere tanti dolori che si celano in corpi offerti. Bravo più che mai il poeta a coglierlo. E quel senso di amaro che permane per aver distolto gli occhi dovrebbe esprimersi in una maggiore comprensione e non in una pura e semplicistica condanna o indifferenza. Un grave problema che ci tocca tutti.