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Introspezione 7 novembre 2013 · lettura 1 min · 3066 letture

Via Sottile

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santo aiello 2496 poesie pubblicate
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Non si sente più Il rimbalzo del sole Mi perdo, Tra le tue rughe screpolate Anche l'ultimo richiamo di mia madre Come sei triste, via sottile Le tue rughe erano già solchi allora Sotto la gonna, Maria Seduta alla sua porta, aspetta, un altro uomo Ha occhi di rugiada sul suo volto Quando silenziosa nel buio si incammina E io giocavo Giocavo già allora, con le ombre Sotto un piccolo cielo, lontano dalla pioggia Giocavo io Ancora, Con le ombre.
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Via Sottile è una strettissima viuzza nel quartiere della " Civita " dove probabilmente sono nato. Là ritrovo i miei primi ricordi di bambino, sono tutti in un piccolo cortile stretto, dove c'era anche Maria, che aspettava i suoi uomini e mi guardava, seduta davanti alla sua porta. La " Civita " è il quartiere più antico di Catania, la mia città natale.

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santo aiello
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Commenti (6)

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Patrizia Ensoli7 novembre 2013

Sembra un sogno che sogno non è l'autore con la finezza della sua penna, la profondità del suo animo compie un viaggio a ritroso nel tempo, bianco e nero, come la foto scelta fra luci ed ombre di un passato ... Significativo il tredicesimo verso, un emozione profonda arriva dritta al cuore e sono brividi. La poesia quando riesce a produrre ciò... tocca punte alte.

Gianna Occhipinti7 novembre 2013

Una introspezione che riavvolge il nastro del passato fino a raggiungere quei luoghi tanto cari, che hanno segnato le tappe di un'età bella e significativa in cui cominciavano a delinearsi i chiaroscuri della propria anima... segni evidenti di una sensibilità spiccata, fin dall'ora. Bellissima e profonda, molto apprezzata

Andrea D’Alfonso7 novembre 2013

Si è cosi... tutto emerge e rivive in queste parole. Il poeta ci regala uan scorcio di sè e una porta si apre nel passato dei suoi ricordi e tutto rivive. Sta qui la capacità di comunicarlo e renderlo vivo è titpico dei veri Poeti... Ammirato.

Daniela Dessì7 novembre 2013

Momenti di vita si riaffacciano alla memoria, riaffiorano le ombre del passato e quei passi di bimbo si perdono lontano sotto la pioggia di un cielo grigio.

Riccardo Ruschetti8 novembre 2013

Il brano scelto come accompagnamento (De Andrè era maestro nel raccontare "la strada") la dice lunga circa la sensibilità poetica dell'autore. Un dipinto col "seppia"...dove quelle rughe già giacevano sul selciato ed ancor oggi forse son là a ricordare... Quel giocare con le ombre è poi un passaggio che lascia davvero il gusto di quanto poco si aveva... ci si divertina con nulla grazie ai grandi occhi della fantasia che da bambino neppure la pioggia poteva rubare.

Tonia Fracella8 novembre 2013

Ricordi che respirano fra gli spazi del presente... Ed ecco che l'autore in questi versi da vita ad un viaggio nel passato... la sua infanzia ritorna come un sogno ad accarezzare emozioni... Spazi che si colorano d'antica e luce del cuore. Intensa... Complimenti