Sulla mia lingua
Taoco Glotami
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Ti trovai
nello spazio di un attimo
rubato a forza
al mio futuro ignoto
ti trovai
quando il mio sguardo cedevole
s’incatenò alla tua vista
trattenuto dal ceppo dorato
ancorato ai tuoi sorrisi
fermai l’istante
di quel tempo ammutolito
silenzioso
come la pellicola di un film mai girato
come una fotografia
su cui incollai lo sguardo
per scavar nei tuoi segreti
da allora
fosti l’unica immagine che riuscii a vedere
ma mi donasti mille riflessi
mille lacrime
e mille desideri
e un'unica voce
la tua
che spegnesti
insieme al mio respiro
qui
sulla mia lingua.
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L'autore
Taoco Glotami
la poesia non è un lucro, adattato all'apparenza, si scrive per essere e non per apparire...
Commenti (1)
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A
Antonio Terracciano9 novembre 2013
Ecco davvero una bella poesia sulla nostalgia dell'aver trovato l'anima gemella e di averla poi (come mi sembra di capire) persa. Ecco davvero una bella poesia in versi liberi, ma sapientemente architettati, in modo tale da infonderle quel particolare ritmo (perché, secondo me, un ritmo ci deve comunque essere in una poesia) che io amo definire "jazz" (e, in tal senso, è appropriatamente scelta anche la colonna sonora) .
