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Amore 30 aprile 2007 · lettura 2 min · 3735 letture

Mi chiese la notte

Luca Ventura 83 poesie pubblicate
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Giunga il mio canto al destino crudele che fiero mi guarda gridando vittoria vada a lui gioia per questo dolore questi traguardi son premio di un folle son tanti due anni di attesa sincera sperando che amata ritorni dal buio ma nulla si move sui monti di ghiaccio soltanto ricordi e dolore negli occhi Mia dolce Valeria più bella del sole la notte mi chiede il motivo d'attesa non posso spiegare all'oscuro il candore ma provo comunque a cercar le parole Fu il vento di luglio a portare la luce l'incontro di mani ed i giochi di sguardi cercavan le labbra il momento d'unirsi fu essenza d'ambrosia sfiorar di sorrisi La gioia assoluta fu nostra compagna donandoci istanti per molti utopia fu triste l'inganno d'un altro dolore che volle la fine d'un sogno d'amore Fu assurda rincorsa di parti divise accecato dall'ira d'orgoglio ferito non volli accettare le scuse tue poste cercai di scordarti fra rabbia e rancore Tornai dopo poco sui passi miei insani capii il grande errore d'averti perduta non era più tempo per giochi infantili cercai di spiegarti il dolore provato Ma rabbia è guerriera che ignora pietà entraron sul palco gli attori imprevisti con maschere d'oro di buon consigliere strapparono al sole la luna sua amata E allora il mio sogno s'intrise d'assurdo l'amor ritrovato fu solo un mio senso e adesso le stelle ti chiamano in coro scolpendo parole in gioielli di luna Verrà il mio ricordo a sfiorarti le labbra nel tacito assurdo di giorni d'infausto trova il coraggio ch'io ebbi in quel giorno t'attendo alla soglia d'amore sincero non perde il mio cuore l'istinto d'amarti ma permea la luce fra oscuri ristagni attendo il domani non certo dell'oggi quello che anelo è soltanto il riaverci.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Luca Ventura

Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli

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Commenti (5)

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F
Francesca Coppola30 aprile 2007

In una delicata ed elegante poesia ci racconti la storia del tuo amore perso, alcuni passaggi sono davvero notevoli ed incisivi come:” Ma rabbia è guerriera che ignora pietà entraron sul palco gli attori imprevisti con maschere d'oro di buon consigliere... ” o ancora: ” e adesso le stelle ti chiamano in coro scolpendo parole in gioielli di luna” solo questo passaggio non lo trono molto fluido:” donandoci istanti per molti utopia ” Per il resto ti confermo la mia stima e ammirazione!

Leaf30 aprile 2007

non è facile imprigionare in versi stilisticamente perfetti l’imperfetta semplicità di un sentimento che sopravvive all’abbandono e al tempo, la sua forza indomabile... la speranza di un futuro che torni a sorridere... L’amore ti guida, e dà parole all’anima, in un componimento che porta il tuo marchio inconfondibile...

S
Stefano Toschi30 aprile 2007

Bella poesia che ripercorre la tua storia d'amore dall'inizio alla fine, ed oltre, vista attraverso la lente dei tuoi sentimenti.

Elena Poldan30 aprile 2007

Apri la tua anima e vien fuori tutto questo: un amore e un dolore senza fine e all'orizzonte solo nebbia. Toccante.

Simona Scudeller30 aprile 2007

Ti ho riconosciuto subito, non potevi essere che tu, il signore, il nobile della nostra poesia. Impeccabile nei contenuti e nello stile. Grande