L'ultimo secondo di te
Non c’è nebbia più implacabile
del tempo, che lento, intorbidisce
giorni, ore, momenti indimenticabili
svaniscono ogni estate che sfinisce,
ogni autunno che ingiallisce
ogni inverno che appassisce
ogni primavera che rinasce;
Ogni anno si ruba un minuto
il minuto che occorre al cuore
per ribattere il ritmo perduto
di un amore ormai avvizzito
che i fiori migliori, dai colori più belli,
ha già visto marcire senza pietà
dalle finestre di occhi diversi;
Tremano, calde, ancora le labbra
al pensiero di sospiri sopiti
incroci di arti, membra, anime e destini
il fuoco che fuse, il gelo che separò
in un triste crescendo, che girando torna
sconosciuti e poi amici ed amanti
e poi sconosciuti, di nuovo, per sempre;
Ancora un secondo, ricordo di te,
il peggiore, il più brutto
e proprio questo sarà l’ultimo a morire
quello che ferì un’anima giovane,
troppo giovane per ucciderla,
troppo vecchia per non lasciar cicatrici
rimarrà sempre, l’ultimo secondo di te.
©
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