Disincanto
Quand'ero piccola disegnavo. Finché la psicologa non disse alla maestra che dai miei disegni si evinceva la mia convinzione che i miei genitori volessero più bene a mio fratello gemello che a me. Le maestre d'una volta non sapevano che certe cose non si dovevano dire ai genitori d'una volta. Ma una volta non si sap
Commenti (4)
Dura riflessione che ha per interlocutore un qualcuno di importante della tua vita... ma che ora con ”disincanto” poni ai margini dell'esistenza... con un pizzico di astio.. ma con consapevolezza del valore della tua coscienza. Le tue poesie colpiscono sempre per schiettezza... e grande forza espressiva..
Mi ci è voluto un po' di letture per metabolizzarla, schietta e consapevole, dura e reale. Parole scelte con cura, taglienti come spade affilate. Bello l'augurio finale è il ”senso perfetto” di tutto il testo.
Franca, mi lasci allibita. br Spietatamente cinica, come piace a me. br Mi sento così simile a te avolte, che non posso fare a meno di elogiarti. br E me la rileggo di nuovo perché tutti quei punti non sospendono, NO! Ma incitano la rincorsa di parole rabbiose. br Sei scenica, cara Franca ed io son tua spettatrice in prima fila.
ad ogni buon intenditor... ma se l'inenditor autoindulgentemente parte glissando allora il resto ha valore per sè sola... come conquista anamnestica... vittoriosa reazione anti_corpale che estirpa la causa mantenendo la memoria immunitaria! Per ogni poi... migliore.


