341 lettori online · 357.922 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Riflessioni
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Patrizia Ensoli
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Riflessioni 11 novembre 2013 · lettura 1 min · 3356 letture

Veli

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
+ Segui
Ancora un giorno al tempo dovrò rubare reinventando vertigini terrene nuvole, battaglie, noiosi venti utopiche visioni di rondini d’ali, gonfie di speranza ignorando il filo d’ombra nel mattino nebbioso nelle tracce, di notti insonni raccoglierò il rimbombo di fucili stanchi nei predatori di destini senza tempo e pelli screpolate dal gelo, in un adagio di sgomento se morissi adesso quale tramonto rammenterebbe il suono delle ore che mi hanno attraversato? Il passaggio è nebbia densa in questo inverno che segna il passo reliquia senza teca in notturna.
♥ 0 💬 7
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Stanchezza sottile, ma profonda.

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

Tutte le opere →

Commenti (7)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Paola Galli11 novembre 2013

una malinconia struggente che svela una sofferenza ciclica, vissuta, che si ripete! un passaggio che sembra a tratti inutile ed insignificante, ma che pure sa il suo valore ed anela e si nutre di speranza! versi che toccano l'anima!

s
santo aiello11 novembre 2013

La sensazione di stanchezza in un paesaggio autunnale che penetra nei tessuti esistenziali. E si avverte un bisogno nuovo, inatteso, di un respiro profondo, di una luce che scaldi dentro. Reinventando, ridisegnando il passo, l'andare delle ore. Il passaggio è dentro di noi, come il seme nella terra che aspetta il tepore del sole per risorgere. Un insieme di immagini che guidano il lettore in un viaggio, un sottile viaggio nell'anima di chi scrive. Poesia e respiro d'anima in questi versi. Sentita e apprezzata, complimenti!

Idalgo Visconti11 novembre 2013

Una lirica che con versi appropriati ed eleganti riesce a far vivere la sensazione descritta... Magistralmente stilata...

Massimiliano Moresco11 novembre 2013

Una poesia che è più di un introspezione, quindi personale, ma appare come una sorta di "guardarsi" dentro collettivo. Forse è dovuto alla efficacia delle immagini che sospendono il proprio mondo individuale per condurci in quello comune a tutta l'umanità.

nemesiel12 novembre 2013

Una introspezione che diviene "universale", che può appartenere ad ogni creatura umana, una domanda che emerge sovente dall'anima e che segna il nostro limite e le nostre più ancestrali paure, una domanda che è ricerca di un senso "...quale tramonto rammenterebbe il suono delle ore che mi hanno attraversato?"... Poesia che si fa parole dell'umanità.

Giovanni Chianese12 novembre 2013

Rubare giorni al tempo per reinventarsi la vita, annebbiata da noiosi sentieri di un destino, è utopico sogno di ognuno. È come svernare l'inferno gelido, peraltro già segnato dall'invisibile scia dell'esistenza. L'allucinarsi di apparizioni surreali, a sanare pelle screpolate dal torpore pungente dei rimorsi, dei dolori, delusioni, è metamorfosi di uno scenario pervaso da turbamento a ripetersi nelle notti gelide attraversate da nebbie intense, segnanti i resti corporei in libera caduta nel buio di un presente.

Fiammetta Campione12 novembre 2013

Versi dolenti e dolorosamente veri, che leggendo s'insinuano in profondità e fanno male... vivere con la convinzione di dover rubare i giorni a questo tempo tiranno, è una condizione che ci unisce tutti. Poesia di ampio respiro e grande profondità