Fado non udito
Angelo Michele Cozza
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Se per incalzo di pensier d’amor
acerba insonnia in veglia mi costringe
e irrespirabile un miasma si innalza
da acqua stagna d’assenze
fammi compagnia chitarra mia.
Varchiamo il silenzio che ci cinge
e il cuore assedia d’improvviso
da accordo di risonanze non più udite
rianimo e respiro riprenda quest’aria muta.
Non t’avvedi cordata dalle sette note
di come prossima si fa tristezza
lento e crudele il durare dell’ora inane
poi che anche il tuo conforto mi sottrae?
Non senti come sbreccia e piccona
l’Effusa con il suo suono senza voce
come a stilla a stilla,
poi incoercibile fiotto
fluente riempie l’invaso del cuore?
Scuoti le tue corde
da tanto chetate:
strimpella, stridi pure
ma conforto dispensa all’anima mia
su questa nera oscurità distesa!
Ch’io intonando fado
vibri per amor perduto,
eco rioda dei palpiti appassionati
che sonorizzarono i miei giorni;
ancor riviva l’emozione andata
di cui nulla mi resta e che, sogno,
mai verrà nella notte che mi aspetta!
Tu certo non vuoi
ch’io anneghi nelle mie lacrime
recluso nell’antro ove Tempo mi consuma!
Ariosi i tuoi arpeggi mi accompagnino,
botti a spuntar d’alba
festa annuncino a cuore immiserito
da lutti ed abbandoni.
Voluttà conturbanti aprano danze,
la mente invitino ad altre sarabande
prima che stanco, fattomi in penombra,
a nèttare di morte labbra conduca.
©
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L'autore
Angelo Michele Cozza
Biografia Sono nato il 16 gennaio 1947 a Valva (Sa), un piccolo paese della valle del Sele, dove ho vissuto i primi anni dell'infanzia. Da molti anni vivo a ........ in terra di Bari.La mia famiglia di origine, per diverse ragioni, si trasferisce nel 1953 a Napoli. Sono anni difficili, si vive alla giornata. Mia mad
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