Sorda al ritmo del vento
sebina pintaldi
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Nacqui con il dono di schivare il mondo
come ballerina sorda al ritmo del vento.
Mi feci strada per sbaglio o per dispetto
alla luce accecante di un sole bastardo!
In quella mattina con tacito pianto
mi affacciai alla vita e per tanti fu sgomento...
Vicino a me solo una donna!
Imbrattata di sangue, latte e tormento.
Io seppi cosi, al calar del tramonto,
che era mia madre la puerpera del sette!
Divorai i miei primi vagiti
con le pupille nere e il sangue gitano.
Lei era ignara del suo frutto innocente
impastato di luna, sale e veleno.
Non seppe mai che quell'errore d'amore
celava un artificio nella mente e nel cuore.
Non si accorse nemmeno all'istante
che la sua placenta conteneva un serpente.
Eccomi!
Con la mia serpe sinuosa!
Dolce compagna della mia esistenza!
Che mi affianca nella lotta e nella danza.
Eccomi qui!
Sorda alle puttanate del mondo.
Strisciando e assaporando la nuda terra...
E incanalando l'immensità del cielo su questa schiena!
Sono Serpente.
Godo della mia ambiguità.
Sostituisco la vecchia pelle
con disinvoltura e priva di castità.
Con l'energia del serpente ho vissuto
tutti i colori della mia vita...
Colmando i miei occhi
di tempesta cromata.
Poi... sempre ritorno alla mia tana silenziosa...
Fredda!
Indifferente!
Incontaminata!
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