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Introspezione 12 novembre 2013 · lettura 1 min · 3328 letture

Khamsin

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Un passo all’alba in un’oasi fitta di ricordi un passo indietro nell’accordo di un pianoforte e il suo concerto recinto abitudinario. Equatoriali dita Estrema beatitudine nelle infedeli tempie eversive al giorno dell’incerto destino immaginando rovi su prati di foglie morte. Tenta il vento il suo rinnovamento severo, freddo tacendo nelle polveri sollevate cinquanta giorni - cinquanta mari.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

equatoriali dita = il desiderio ancora di calore e di sfiorare la vita. Infedeli tempie eversive al giorno = mente che si ribella alla realtà che non può cambiare. cinquanta giorni e cinquanta mari = nella vita si vivono tempeste, ventose e agitate come i mari 50, semplicemente perché ogni mare è uno stato d’animo, tumultuoso. E le acque di sangue Che il mio fiume trascina.

L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (7)

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Idalgo Visconti12 novembre 2013

Un bellissimo vortice di parole, per rappresentare una staticità del destino, dove le parole, i pensieri spesso possono esorcizzare il dolore... bellissime in special modo le ultime 3 strofe... Complimenti

valentinatortora12 novembre 2013

"Raffinato poetare, che evoca immagini dense d'Oriente, e magia... Il vento della mente ci trasporta in un vortice di emozione, di felicità, e pare dirci che attraverso di esso tutto il nostro dolore si anestetizza... basta immaginare... Chamsin, vento, ti auguro d'essere, e volare... in infiniti orizzonti... dolce amica Poetessa..."

Salvo Angrisani12 novembre 2013

Vento leggero questo vortice di lirica poetica che canta il cuore nel vento. Bellissima la strofa: "tacendo nelle polveri sollevate!"

Stefano Drakul Canepa12 novembre 2013

profumi e suggestioni d'oriente per una poesia di immagini sincopate ma legate insieme da un filo emozionale... e dal vento del deserto. B r a va

P
Paolo Morganti12 novembre 2013

Un vento calmo e carezzevole che spira rinfrescando e carezzando la vita, che si svolge serena, un vento che non ha nulla a che vedere con tifoni che spazzano case vite e gioie . Una profonda riflessione su un elemento della natura che può portare benessere, ma anche distruzione . Credo che l'autrice abbia posto una netta distinzione evitando di generalizzare su un elemento vitale come l'aria che può portare gioia ma anche dolore, quindi tutte le cose del pianeta possono essere paragonati a tutto ciò che nella riflessione viene descritto come il vento che può portare freschezza a anche sconvolgere interi paesi.

g
giuseppe Corti13 novembre 2013

Una poesia che, a prima vista, specie sull'onda del sottofondo musicale e del ritmo imposto, potrebbe portare ad un giudizio positivo. Ma valutandola bene appare però, dopo un'attenta lettura, con tutti i suoi difetti, come un volto che, nella penombra, appare bellissimo, ma poi, illuminato dalla luce del sole, mostra le sue rughe ed i suoi brufoli. Certi concetti e certe parole sembrano buttate lì tanto per creare un alone di accattivante musicalità, ma se si guarda a fondo... Cosa sono mai le "equatoriali dita" le infedeli tempie eversive al giorno", i "cinquanta giorni e cinquanta mari"? Un raffinato poetare deve essere anche determinato dal concetto (comprensibile) e non solo dalla musicalità.

Paola Galli13 novembre 2013

...la poesia è anche musica, e non sempre si deve e si può decifrare tutto! è l'animo del poeta a liberarsi e questo può farlo anche con metafore che per lui hanno senso, ed il lettore ne coglie il ritmo interpretando ed immaginando! altrimenti non si parlerebbe di poesia, ma di un racconto! evasione, viaggio, percorso difficoltoso, andare oltre i recinti, tentare la ribellione il rinnovamento ed un'aria nuova! a me piace molto!