Lui mi voleva morta
Antonella Modaffari Bartoli
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Sono ancora qui, non
mi hanno coperta con
un bianco lenzuolo,
guardo la luce del giorno
ed amo la vita.
Lui, mi diceva d'amarmi:
mi accorsi tardi, che ad
amarmi, era solo la sua
follia, il senso di possesso.
La violenza mi era entrata
nel sangue e quando mi
insultava, restavo lì, buona
ubbidiente, come quando
da bambina, mi dicevano:
“Sei una femmina, devi
essere dolce, ubbidiente
oppure nessun uomo ti
sposerà mai, e senza un
uomo, non vali niente”.
Ed io ho sopportato quel
giogo per anni, fingendo
che tutto andasse bene, che
lui fosse la mia certezza.
Ma era il mio carnefice e
rideva, davanti al mio viso
pesto, davanti alle mie lacrime
si sentiva forte, unico...
ma era solo un vigliacco.
Ma improvvisamente, un
giorno, una luce illuminò la
mia mente e quel martirio
si sciolse come un'onda e
l'oceano di dolore si tramutò
in ribellione.
E allora il sole sconfisse
la notte infinita, destò dal
torpore la mia coscienza
sopita che mi disse:
“impara ad amarti e
ritroverai la bellezza
d'esistere”.
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Commenti (3)
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Alberto De Matteis14 novembre 2013
...impara ad amarti e ritroverai la bellezza d'esistere... guai a lasciarsi dominare o soggiogare; amare non è mai possesso ma soltanto dono di sè alla persona amata. Una lirica emozionante e piaciuta molto.
Francesco Rossi14 novembre 2013
Poesia di alto contenuto verseggiata con forza dalla brava autrice.
Rosita Bottigliero14 novembre 2013
una poesia che lascia emozione e dolore nel cuore... falsità e distruzione della società... molto apprezzata



