L'occhio argenteo
Barbara Golini
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Aereggia su questo cielo terso l'occhio argenteo e posa le sue ormai deluse ciglia al bordo di questo strano monte, chiamato dagli antichi Latmo
lì, proprio a valle risiede il bosco delle meraviglie che Ipno aveva fermato nel tempo, fissato con un chiodo nudo e crudo sulla parete dell'antica memoria
è un canto argenteo che risale dalla boscaglia e s'accompagna allo scorrere di queste dolci e bianche acque, frementi e vellutate
non suon di cetra, ma di baci eterni e di lamponi tutt'intorno all'imbrunir costante e ripetitivo del giorno ormai stanco e assottigliato
Oh Endimione le tue carezze al fianco e le tue dolci parole rivelano il pianto eterno dell'amor perduto che ritrovar intendo ogni sera qui su queste rive al cader del sole
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L'autore
Barbara Golini
Sinceramente a me non serve proprio nulla, se non il mio animo (M.Cvetaeva) Grazie. Barbara ....non ho mai iniziato, né mai finito.......
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