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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Patrizia Ensoli
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Fiabe 15 novembre 2013 · lettura 1 min · 3038 letture

Solitudini

Patrizia Ensoli 1223 poesie pubblicate
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Parto disse il vento Per dove? Intervenne la luna - ad Est del freddo, dove la pioggia suona tamburellando al suolo - Parto disse ancora cercando il prato che mi catturi il cuore la sfida nuova in un villaggio al sole, sul mare nero Pianse la luna messaggera d’amore il suo delitto fermo nella faccia lontana.
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L'autore
Patrizia Ensoli

Solo una donna, nient’altro

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Commenti (11)

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Bruno Leopardi16 novembre 2013

Autrice poliedricamente espressiva. Si coglie la capacità di dare vita a versi delicati quanto profondi negli argomenti più vari. Ed anche in questo caso è così.

M
Massimo Curzi16 novembre 2013

Ho letto e riletto questa fantastica storia e ...mi ha catturato il cuore. Mi rimane la gioia velata di tristezza per un'incedere al futuro piangendo il passato. Proprio bella, grazie Patrizia.

s
santo aiello16 novembre 2013

Nella staticità del tempo che viviamo si percepiscono sussulti, colpi di vita che scuotono le monotonie esistenziali, le abitudini. Tutto sembra ma non lo è... e cosi anche il vento si mette in viaggio, cerca anche lui un nido di pace. E la luna rimane là, dove è sempre stata, silenziosa e fredda, come le notti, le lunghe notti senza cuore. Questo ho sentito leggendo, una favola moderna, tenera e interiore... Complimenti.

Francesco Romano16 novembre 2013

la natura che copre, accompagna e cura solitudini. Versi che esprimono bene questo sentimento caro ai poeti. Complimenti

Carla Colombo16 novembre 2013

Una fiaba che incanta nel realismo finale, particolare

Massimiliano Moresco16 novembre 2013

Poesia che affascina per la sua particolarità. Vi è una scissione nella comunione di intenti tra vento e luna, in cui il primo cerca qualcosa di nuovo di vivo, di meno ricettivo di quello che é in realtà la luna. Una luna che piange lontano da ogni sguardo, nel proprio intimo (la faccia lontana, quella nascosta) per conservare indenne quell'unione da cui scaturiva l'amore.

Saverio Chiti16 novembre 2013

spesso si vive la propria solitudine, senza capire che può trainarne altre... e quel che ci sembra buio, può generare altra ombra... quando si crede d'esser soli, non ci accorgiamo di chi in silenzio ci sta accanto aspettando da noi, un semplice gesto... dovremmo guardarci attorno ogni volta che si crede d'esser soli... chissà, scopriremmo che nel "niente" del niente c'è poca cosa... ogni piccola falce di luna... può illuminare il cammino... carissima autrice... io direi, MISTICA! è questo l'aggettivo che più mi piace per questa poesia... la trovo bellissima, tanto "rumore" in quei silenzi della solitudine!

Stefano Drakul Canepa16 novembre 2013

forse la luna sa che il vento tornerà sempre nelle notti di fine estate. bella e suggestiva poesia...

francesca maria soriani16 novembre 2013

Oh, quanto penetra nel cuore la tristezza di questa luna abbandonata che si manifesta nell'altra faccia, quella invisibile al vento ...un abbandono che ha la tristezza profonda e l'ingratitudine di quelli a cui noi umani siamo abituati. la sublimazione in questo racconto fiabesco dà alla lirica una dolcezza e davvero un misticismo che scardinano le resistenze emozionali e arrivano alle cellule del cuore. FANTASTICA

Paola Galli17 novembre 2013

quando si sente la solitudine addosso vien voglia di scappare, ci si immerge in uno stato di incomprensione, malinconia e rabbia che vien voglia di scomparire alla ricerca di mondi e prati migliori!!

Jibi21 novembre 2013

Due destini, due solitudini a confronto… UNO alla ricerca di un posto dignitoso, di una svolta per neutralizzare, forse, il dolore di vivere… L’ALTRA resta nella rassegnazione della sua immobile esistenza….Emozionanti questi versi, impregnano l’animo di dolcezza e malinconia. Bellissima!