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Famiglia 16 novembre 2013 · lettura 1 min · 3437 letture

Una spina nel cuore

Franciscofp 752 poesie pubblicate
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Sarà questo silenzio che mi urla contro, La rabbia del vento che mi scuote la mente, Il ribollire del sangue da quel funesto giorno Che mi mettesti al mondo, Il rinnegato bene dietro disposte sbarre - Di pietrificati sentimenti- E l’abbandono estremo che ancora mi piange addosso. Dimmi se non è l’assenza, delle tue mute parole, di quel mancato amplesso che dentro il cuore invoca.
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Essere segregati in un collegio, privati dei propri affetti anche se ti si dice che è per il tuo avvenire, può causare conseguenze deleterie che si ripercuotono per tutta la vita.

L'autore
Franciscofp

Ho sempre avuto un bisogno intimo di imprimere su un foglio un episodio particolare,un qualcosa che mi avesse particolarmente emozionato,pensieri intimi che tenevo per me quando qualcuno un giorno leggendo dei miei versi mi incoraggiò a continuare ma è stato grazie all’incontro con “Scrivere “e alle tante gratificazion

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Commenti (6)

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Rosita Bottigliero16 novembre 2013

versi ben stilati sono emozioni ... un dire attraverso un dolore... ...molto apprezzata...

M
Mariasilvia22 novembre 2013

Pietrificati sentimenti chiusi nel cuore senza dolcezza, un amore di mamma lontano, forse sbagliato per chi non sa dare e non lo ha mai ricevuto ...Una cicatrice sempre aperta che il tempo fa sanguinare. Quel silenzioso pianto solo interrotto dal vento... Lirica toccante e sentita nel profondo. Scuote il cuore anche il più rigido dei cuori...!

Julie22 novembre 2013

Quanta sofferenza del cuore che invoca l'abbraccio avvolgente di una mamma, e cerca il calore per spezzare le griglie spinose che serrano le braccia al cielo limpido, al profumo delle rose... Un segno indelebile nei tuoi versi profondi. Lode meritatissima!!!

valentinatortora23 novembre 2013

"Caro Poeta, mio padre rimase, come te, senza famiglia. Era figlio di un uomo che, vissuto ad Angri, si offri' col corpo, facendo scudo per salvare un amico. Mio padre fu mandato da parenti, ma tutta la vita soffri' per questo... Come ti capisco... Ci siam conosciuti a Castelgandolfo... Complimenti per la sensibilità poetica..."

Rita Minniti27 novembre 2013

Sebbene è il silenzio a urlare contro, sebbene, per il bene di qualcuno, si viene in un certo senso abbandonati, sebbene la vita scorre comunque dando i suoi frutti, in questi versi si tocca con mano una"specie di abbandono",perché sebbene non sia così,quello che il cuore di un bimbo patisce per queste situazioni, resterà indistruttibile e indimenticabile nel cuore. Ma, nonostante tutto, si scrive, si narra di un abbraccio non negato, ma desiderato chissà quante volte e per, le ragioni di cui la nota, non è stato sempre possibile averlo. Quindi, ciò che resta nella mente,è quella sorta di"abbandono"addirittura"estremo",come scrive l'autore, a fare ancora male, a fare sanguinare l'anima, sebbene non sia stato così. Versi espliciti, determinati e forti!

Paola Vigilante28 novembre 2013

Molto toccante, credo che siano esperienze di vita che comunque richiedono un po' di tempo prima di essere completamente elaborate. Già il fatto che l'Autore riesce a scrivere, ad imprimere su di un foglio le proprie sensazioni più intime è già una terapia, un modo per condividere con gli altri i propri stati d'animo rendendoli più leggeri e meno dolorosi. Riesco a comprendere abbastanza le sensazioni espresse in questa poesia perché l'esperienza di cui si parla non mi ha toccato direttamente in prima persona ma ha riguardato degli affetti a me molto vicini. Molto sentita.