973 lettori online · 362.536 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Morte
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Andrea D’Alfonso
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Morte 17 novembre 2013 · lettura 1 min · 1512 letture

Deserti di Me

Andrea D’Alfonso 694 poesie pubblicate
+ Segui
Il tempo cambia le stagioni dei nostri pensieri. Muta il cielo come le convinzioni: moli sbattuti dal vento d'inverno sul mare. Non dirò domani di essere uguale a ieri, il viso allo specchio è una persona che non riconosco, come gli dei che puniscono gli uomini esaudendo i lor desideri. Ed io mi reco sovente al ristoro dell'ombra, tra questi desertici sogni di lungo cammino...
♥ 0 💬 6
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Quali viaggi desertici m'aspettano al di là di questi dirupi... Oasi si fan le parole...

L'autore
Andrea D’Alfonso

Chi sono io non lo so, è una vita che mi sto cercando, so fare tutto e non so fare niente. Ma nello scrivere trovo un pò me stesso, nelle poesie entro in contatto con la mia anima e mi metto in relazione con il mondo, con la vita. Nelle poesie che scrivo perdo e ritrovo me stesso, e con esse mi dono. Cercatemi in una

Tutte le opere →

Commenti (6)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Midesa17 novembre 2013

quando questo autore si specchia nei suoi perché e le parole sono luce che illuminano nasce vera poesia... grande prova

Idalgo Visconti17 novembre 2013

Uno scrivere di indubbia eleganza, con contenuti che ci fanno vedere ciò che non vogliamo vedere, l'inesorabile realtà che ci staccherà dai nostri sogni ed ambizioni e convinzione di eterno...

nemesiel17 novembre 2013

E' immediato il riaffiorare del "panta rei" leggendo questi versi... tuto scorre, tutto cambia e si modifica... naturale e spesso inaccettabile legge. Siamo dipendenti dai sogni (forse perché fatti della stessa sostanza???) e solo dei malevoli possono esaudirli costringendoci a costruirne altri... Quel recarsi sovente al ristoro dell'ombra è forse il luogo più nascosto di noi (dove neppure gli dei possono giungere) per rimirare e ritrovare quei sogni che conserviamo cari... sperando in fondo che non si avverino... Troppo personale l'interpretazione? L'autore me lo perdonerà...ciò che scriviamo, come un quadro dipinto, una volta socializzato non ci appartiene più... I versi del Nostro inducono a scavare... nulla è lasciato al caso.

Tonia Fracella17 novembre 2013

Un lungo cammino dove il corso del tempo porta a dei cambiamenti... Tutto scorre e modifica i passi... Così come il cielo anche i pensieri. Intensa. Complimenti

Simona Biancolin17 novembre 2013

Fermarsi per un momento e guardarsi dentro, rientrare in se stessi e riflettere (ed io/ mi reco sovente/ al ristoro dell'ombra...) è forse l'unico modo per reagire a questo inesorabile passare del tempo. Da questo punto di vista il poeta e l'artista in genere è un privilegiato in quanto attraverso la sua arte riesce a creare la sua oasi ("oasi si fan le parole") di salvezza, lungo tutto questo cammino impervio. La trovo geniale...

Fiammetta Campione18 novembre 2013

Ci leggo un senso di ineluttabilità: della vita, del tempo che non perdona... e l'ultima strofa, quel recarsi al ristoro dell'ombra, mi fa pensare a quando ci si rifugia dentro di sè per lenire dolori e difficoltà e ritrovare l'energia. Versi che inducono a guardarsi dentro, molto apprezzati.