L'albeggio rischiarò
massimo turbi
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la solitudine scorreva
rimirando dai finestrini del treno
che correva incalzante
tra le rotaie confuse di nebbia
l'ombra dei freddi respiri
disegnavano cuori persi
nel tormento di pallide figure
che come spettri in ordine caotico
ricorrevano fatue figure stordite
dal ticchettio del tempo che rimane
cancellando ogni passaggio
di muti ricordi lontani
l'albeggio rischiarò
le menti confuse
sparirono treni e fantasmi
e rimanemmo io e te
vestiti di gioia
nei campi fioriti
chiamati amori per tutta la vita
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massimo turbi
Commenti (1)
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Rosita Bottigliero19 novembre 2013
La chiusa è bellissima ...campi di gioia ...uno scenario d'amore che investe l'emozione... Versi dolcissimi e profondi...

